L’esordio stagionale in Coppa Italia ha visto l’Ischia Isola Verde cedere il passo al Gladiator con un combattuto 3-4 sul terreno amico dello Stadio Mazzella. Al termine dell’incontro, il tecnico gialloblù Vincenzo Platone ha condiviso le sue riflessioni sulla prestazione della squadra, evidenziando sia le occasioni create sia le leggerezze difensive.
«Senza quelle disattenzioni sui singoli episodi mi potrei ritenere ampiamente soddisfatto. La squadra è stata in grado di costruire una mole enorme di gioco, ma occorre essere onesti e dire che alcune marcature ce le siamo praticamente confezionate da soli, trattandosi di situazioni assolutamente evitabili. Rappresentano dettagli sui quali abbiamo il dovere di lavorare sodo affinché non si verifichino mai più. Ad ogni modo abbiamo espresso trame ed impostazioni davvero interessanti. La nostra intenzione resta quella di produrre quanti più pericoli possibile, tuttavia dobbiamo necessariamente sistemare qualcosa nel lavoro di contenimento, intendendo con questo il comportamento difensivo dell’intero collettivo e non solo del reparto arretrato», ha dichiarato Platone.
Durante la partita sono emerse alcune lacune nella connessione tra il centrocampo e la difesa, che hanno influito sulla fluidità del gioco e sulla gestione dei momenti critici.
«Nel prosieguo della partita ci siamo sfilacciati e allungati oltre misura, specialmente nel corso della seconda frazione di gioco. Palla si è protagonista di uno sbaglio iniziale, ma la responsabilità non va attribuita esclusivamente a lui, dal momento che i compagni vicini avrebbero dovuto garantire linee di passaggio differenti e una migliore disponibilità. Tuttavia, la risposta caratteriale che ha mostrato rappresenta un atteggiamento che tutti noi dobbiamo tenere bene a mente. L’ho ribadito chiaramente allo spogliatoio: a seguito dell’errore ha trovato il coraggio e la determinazione per non abbattersi e per rimettersi subito in carreggiata. Questo tipo di reazione è l’elemento che mi ha appagato più di ogni altro», ha aggiunto il tecnico, lodando la reazione del suo giocatore.
Un altro aspetto su cui concentrarsi riguarda l’avvio della manovra dalla propria metà campo nei primi quarantacinque minuti.
«Abbiamo riscontrato evidenti affanni nella primissima fase di impostazione, nei primi metri del rettangolo di gioco. Si tratta di indicazioni preziose su cui focalizzare le prossime sedute d’allenamento. La sbavatura è stata individuata immediatamente e abbiamo compreso quale fosse la criticità, pur non riuscendo a porvi rimedio nell’immediato durante la prima frazione. Nel corso dell’intervallo siamo riusciti a correggere il tiro e nella ripresa la circolazione è risultata decisamente più fluida», ha spiegato Platone.
Infine, il tecnico ha toccato il tema della versatilità tattica e dei moduli utilizzabili durante l’imminente campionato.
«Stiamo portando avanti il lavoro anche sull’opzione della linea difensiva a tre, poiché costituisce un’alternativa valida. Nell’incrocio contro il Gladiator, tenendo conto delle peculiarità dei nostri avversari, abbiamo optato per la disposizione a quattro. Vantiamo in rosa interpreti duttili, capaci di ricoprire più posizioni e di svolgere compiti eterogenei. Valuteremo di volta in volta, in base a chi avremo di fronte e alle necessità strategiche della partita, se affidarci all’assetto a tre oppure a quello a quattro», ha concluso Vincenzo Platone