Fino a pochi mesi or sono, Sabah Kerjota calcava i terreni di gioco della Serie D italiana. Oggi, il talento classe 2001 veste la maglia degli Hearts, infiammando il Tynecastle Park e guadagnandosi crescente spazio e consensi in Scozia. Nella serata di ieri, ha contribuito in modo decisivo alla prima storica qualificazione degli Hearts in Conference League, superando il Rapid Vienna ai calci di rigore. Lo stesso Kerjota ha trasformato il quarto penalty per la squadra scozzese, siglando un momento fondamentale per il successo del team.
La scalata di Kerjota si è sviluppata lontano dai riflettori, attraverso un percorso costellato di gavetta, sacrifici e militanza in categorie inferiori. Le origini calcistiche di Sabah Kerjota affondano tra Albania e Italia. Dopo aver completato la trafila nelle giovanili del Vllaznia, il calciatore, nato nel 2001, è giunto in Italia nel 2018, intraprendendo un cammino tutt’altro che agevole. Lontano dalle grandi accademie o da percorsi privilegiati, il suo percorso si è snodato su campi di provincia, affrontando lunghe trasferte e cogliendo ogni opportunità.
Le prime esperienze nel calcio italiano lo hanno visto vestire le maglie di Narnese, Clitunno, Anconitana e Montefano. Squadre e contesti differenti, ma con un elemento costante: Kerjota ha sempre mostrato sprazzi di talento, caratterizzati da velocità, fantasia e accelerazioni improvvise. Un profilo capace di accendere la partita, anche partendo da una situazione apparentemente neutra. Per diversi anni, tuttavia, il suo nome è rimasto circoscritto all’ambito dilettantistico. Persino quando, nel 2020, il Parma ha manifestato un interesse concreto, il passaggio ai professionisti non si è concretizzato. Un rallentamento che avrebbe potuto incidere sul suo percorso, ma che invece ha spinto Kerjota a ripartire con rinnovato vigore.
La svolta in Serie D
La vera consacrazione è arrivata con la maglia della Vigor Senigallia. In questo contesto, Kerjota ha trasceso la definizione di semplice talento emergente, affermandosi come uno dei giocatori più incisivi del Girone F di Serie D. Nell’arco di due stagioni, ha totalizzato 19 reti e 29 assist in 71 presenze, cifre che testimoniano appieno il suo impatto sul gioco. Ogni incontro sembrava offrire l’opportunità per lasciare il segno, con dribbling efficaci, progressioni sulla fascia, assist inaspettati e una crescente capacità di determinare l’esito delle partite. A Senigallia, ha anche maturato una crescita a livello mentale, diventando più costante, concreto e maturo. Soprattutto, ha iniziato a trasmettere la sensazione di essere pronto per sfide di livello superiore. Nel 2024, ha ricevuto la chiamata della Sambenedettese, una piazza di notevole importanza e ambizione nella Serie D, con una tifoseria esigente. Kerjota, tuttavia, non ha risentito della pressione, anzi, si è preso la scena, concludendo la stagione con 10 gol e 13 assist, guidando la squadra rossoblù verso la promozione in Serie C e distinguendosi come uno dei protagonisti assoluti del campionato.
Nonostante ciò, ha lasciato Senigallia con profonda gratitudine verso il club che gli ha permesso di raggiungere la piena maturazione. Al momento del suo addio alla Vigor, aveva espresso la difficoltà della scelta: “Per me non è stata una decisione facile da prendere”, motivando la sua decisione di cercare “un’altra esperienza”. Queste parole evidenziano il legame instaurato con l’ambiente rossoblù durante le sue due stagioni in Serie D. Le sue prestazioni hanno iniziato a suscitare interesse anche oltre i confini nazionali, poiché il giovane cresciuto nel dilettantismo italiano sembrava ormai pronto per un palcoscenico più ampio.
Dal campionato italiano agli Hearts
La fiducia in lui è stata dimostrata dagli Hearts, prestigioso club scozzese, che ha deciso di portarlo a Edimburgo. Un salto di categoria considerevole: dai campi della Serie D agli ardenti stadi della Scottish Premiership. L’adattamento iniziale non è stato privo di sfide, dovendo confrontarsi con un nuovo contesto calcistico, una lingua differente e ritmi di gioco notevolmente più elevati. Tuttavia, con il passare dei mesi, Kerjota è gradualmente entrato nelle rotazioni della squadra, cogliendo ogni opportunità a sua disposizione.
Nelle settimane più recenti, il suo nome è diventato uno dei più discussi tra i sostenitori degli Hearts. Assist determinanti, accelerazioni capaci di cambiare l’inerzia delle partite e prestazioni sempre più significative, inclusa quella di ieri sera. Attualmente, Kerjota incarna una delle storie più affascinanti legate alla Serie D italiana, poiché il suo percorso dimostra che nel calcio è ancora possibile emergere dai campi di provincia per raggiungere il calcio internazionale, senza scorciatoie.