Una vittoria sofferta che pone fine a un lungo digiuno casalingo e consegna tre punti fondamentali all’esordio stagionale. Al termine del confronto vinto 2-1 contro l’Ebolitana, grazie alla rete decisiva di Cardella, Karel Zeman, tecnico della Nocerina, ha analizzato la prestazione dei suoi uomini, esprimendo soddisfazione per il risultato ma anche riserve sull’atteggiamento tenuto in alcuni frangenti.
«Aspettavamo questo momento da dieci mesi. Tornare a vincere al “San Francesco” e vedere finalmente felice la nostra gente rappresentava l’obiettivo principale della giornata. Il pubblico ha potuto festeggiare e noi lo abbiamo fatto insieme ai tifosi. Era ciò che desideravamo più di ogni altra cosa», ha dichiarato con evidente sollievo il mister rossonero subito dopo il fischio finale.
«Per quantità e volume offensivo considero positiva la nostra prestazione. Escludendo gli ultimi quindici o venti minuti della prima frazione, avremmo meritato di andare all’intervallo con un margine più consistente. Anche dopo il riposo abbiamo costruito abbastanza per segnare molto prima. Essere riusciti a sbloccare nuovamente la gara soltanto all’ultimo secondo contiene anche una componente casuale», ha proseguito mister Zeman nel suo intervento.
Il tecnico della compagine molossa ha voluto sottolineare la determinazione dimostrata dal proprio gruppo nel cercare il gol della vittoria fino agli ultimi istanti del match.
«Il Dio del calcio deve essersi accorto di ciò che stava succedendo e alla fine ha rimesso le cose al loro posto. Abbiamo cercato quella rete con continuità e il campo ci ha restituito quanto avevamo prodotto. Il goal è arrivato con enorme ritardo, ma fortunatamente è arrivato», ha aggiunto con un pizzico di ironia l’allenatore della formazione di Nocera Inferiore.
Durante la ripresa, l’approccio più propositivo della squadra ha messo sotto pressione gli avversari, anche grazie a un coraggioso aggiustamento tattico dalla panchina.
«Prima dell’intervallo ci siamo abbassati fino a rinchiuderci nella nostra area e, così facendo, abbiamo permesso agli avversari di pareggiare. Nella ripresa volevo capovolgere quella situazione e costringere l’Ebolitana a subire ciò che avevamo sofferto noi. Attraverso un atteggiamento più aggressivo li abbiamo obbligati a difendersi molto bassi. A quel punto ero convinto che la rete sarebbe arrivata: si è fatta attendere fino all’ultima azione, ma la squadra non ha mai smesso di crederci», ha chiarito mister Zeman nel dettaglio.
«Non parlerei propriamente di un 4-2-4. La disposizione somigliava maggiormente a un 2-4-4, perché avevamo bisogno di occupare l’area avversaria con molti più calciatori. Con il sistema utilizzato fino a quel momento non riuscivamo a incidere quanto avrei voluto. Muovevamo il pallone con eccessiva lentezza e permettevamo all’Ebolitana di sistemarsi. Era necessario cambiare qualcosa e cercare una soluzione differente», ha ribadito l’allenatore rossonero.
La nota negativa della giornata resta comunque il vistoso calo di tensione accusato sul finire della prima frazione, sul quale la guida tecnica ha espresso giudizi privi di diplomazia.
«Quei quindici o venti minuti sono stati osceni. Avevo chiesto alla squadra di arretrare soltanto di qualche metro qualora fosse subentrata la stanchezza o non ci fossero più le energie necessarie per recuperare il pallone vicino all’area avversaria. I ragazzi, invece, sono indietreggiati di cinquanta metri rispetto a quanto avevo immaginato. In quel modo abbiamo perso campo, coraggio e possibilità di ripartire», ha tuonato con fermezza mister Zeman.
«Probabilmente non sono riuscito a spiegare il concetto con sufficiente chiarezza oppure abbiamo dedicato ancora poco tempo a quella situazione durante gli allenamenti. In quella fase abbiamo combinato un disastro, seppure con umiltà e spirito di sacrificio. Dobbiamo lavorarci perché non possiamo permetterci di ripetere un errore simile», ha sottolineato l’allenatore della Nocerina nel fare autocritica.
In chiusura di conferenza, il condottiero dei molossi si è soffermato senza peli sulla lingua anche sulla posizione di Luca Giannone, spiegando con trasparenza le motivazioni che lo vedono attualmente ai margini delle rotazioni.
«Avevo considerato Giannone un centrocampista e lo abbiamo trattenuto immaginandolo in quella posizione, nonostante provenisse dal gruppo protagonista di una stagione giudicata disastrosa. Successivamente ho appreso attraverso la stampa, e non da un colloquio diretto con lui, che si considera un trequartista e che non ritiene la corsa una caratteristica adatta al proprio modo di giocare», ha rivelato apertamente la guida tecnica.
«Nel nostro calcio devono correre tutti e non utilizziamo il trequartista. Finchè Giannone non tornerà a considerarsi un centrocampista e non accetterà di svolgere il lavoro richiesto in quel ruolo, non sarà semplice prenderlo in considerazione. Ho altre soluzioni a disposizione e, quando devo scegliere, sono obbligato a privilegiare i calciatori maggiormente funzionali alla nostra idea», ha concluso perentoriamente Karel Zeman in sala stampa.