Il futuro dell’Enna Calcio è avvolto dall’incertezza, tra proposte che sembrano più frutto di fantasia che di concrete trattative. Il presidente Travagin, con un misto di ironia e amarezza, ha voluto fare chiarezza sulla situazione, descrivendo tre scenari che dipingono un quadro surreale.
La prima offerta, formalizzata via PEC, proviene da un consulente che rappresenta un gruppo di imprenditori anonimi, disposti a rilevare il titolo sportivo per 40.000 euro. Una proposta ufficiale, ma priva di identità per i potenziali acquirenti.
La seconda offerta, invece, circola solo in città, con cifre che raddoppiano la prima proposta, arrivando a 80.000 euro. Il presidente Travagin sottolinea come questa proposta non gli sia mai pervenuta in via ufficiale, né via PEC né raccomandata, definendola una voce di piazza, un pettegolezzo da bar.
La terza pista porta a Milano, sede della società di lavoro interinale del presidente. Qui, un gruppo indonesiano avrebbe manifestato interesse per la squadra, ponendo però una condizione precisa: la realizzazione del terzo polo calcistico, insieme al CUS, nell’area della zona F di Dittaino, individuata dal gruppo di Travagin. L’interesse reale, secondo il presidente, sarebbe rivolto più all’ateneo che alla squadra di calcio, lasciando poco spazio al futuro sportivo dell’Enna Calcio.
A complicare ulteriormente il quadro, la questione dello stadio. Travagin evidenzia la mancanza di un impianto pienamente disponibile a Enna, mentre allo stadio Gaeta sono in corso lavori di installazione di un nuovo sistema di illuminazione e di una rete di recinzione. Si vocifera, inoltre, che l’area possa essere destinata a futuri cantieri, forse per un centro commerciale o residenze universitarie, lasciando aperta la domanda sull’effettivo utilizzo dei nuovi riflettori.
Il presidente Travagin riassume la situazione per i piccoli risparmiatori, evidenziando come il valore del titolo oscillerebbe tra i 40.000 euro della proposta certificata, gli 80.000 della voce di piazza e il polo universitario per l’offerta indonesiana, con lo stadio escluso dalle trattative. Nonostante le incertezze, Travagin assicura che continuerà a portare avanti la società, forte del sostegno di una tifoseria e di una storia, pur constatando come la città sembri guardare altrove. Conclude la sua lettera con passione e ironia, definendo la passione per il calcio l’unico bene rifugio che non si svaluta mai.