La neopromossa Avola si sta rivelando una delle più belle sorprese di questo inizio di stagione in Serie D. La squadra siciliana occupa il quarto posto nel Girone I, con dodici punti all’attivo, a sole tre lunghezze dalla capolista Reggina. Tra gli artefici di questo inatteso successo c’è senza dubbio il direttore sportivo Vittorio Strianese.
L’ex Paternò, reduce dall’esperienza al Milazzo nella passata stagione, ha scelto la piazza di Avola nonostante avesse altre opportunità. In una recente intervista, Strianese ha spiegato le motivazioni dietro la sua decisione, sottolineando la serietà del progetto e delle persone incontrate:
“Dopo l’esperienza di Milazzo ho ritenuto opportuno cambiare: avevo anche altre trattative in atto e poi mi si è presentata questa opportunità dell’Avola. Ho accettato perché ho conosciuto delle persone, come il presidente Vincenzo Coffa, il dg Marco Cannarella, l’ad Salvatore Montagno e il dirigente Lino Elicona, che mi hanno garantito un progetto serio e le condizioni per poter lavorare con tranquillità e serenità”.
L’Avola ha dovuto affrontare la programmazione della nuova stagione con tempi ristretti, avendo ottenuto la promozione in Serie D solo a metà giugno. Nonostante ciò, il lavoro sinergico con la società e lo staff tecnico ha permesso di costruire una rosa competitiva, partendo dallo zoccolo duro che aveva conquistato i playoff di Eccellenza. L’obiettivo era creare una squadra capace di divertire il pubblico e dimostrare il proprio valore, sia umano che tecnico, attraverso scelte ponderate e senza fretta.
L’avvio di campionato è stato particolarmente sorprendente, considerando il calendario impegnativo delle prime quattro giornate. L’Avola ha affrontato subito formazioni di spicco come Igea Virtus, Trapani, Reggina e Nissa. Molti addetti ai lavori pronosticavano un inizio difficile, ma la squadra ha saputo ribaltare le aspettative.
“Bisogna essere sempre positivi e credere in quello che si fa, nel proprio lavoro e nella propria professionalità. Sicuramente ero convinto di fare un ottimo campionato, ma non pensavo di partire così forte, perché le prime quattro giornate erano contro Igea Virtus, Trapani, Reggina e Nissa. Perciò la partenza, da neopromossi, poteva essere negativa, perché abbiamo affrontato quattro squadre che dovrebbero puntare fino alla fine per vincere il campionato. Tanti addetti ai lavori, tante persone ci davano già spacciati per queste partite. Dicevano che avremmo fatto zero punti, invece ne abbiamo fatto sei. La squadra ha preso consapevolezza per cercare di continuare a fare bene, anche perché dopo le due vittorie nelle prime quattro partite, poi sono arrivati altri due successi contro delle squadre che sono nostre dirette concorrenti, come il Castrum Favara e il Ragusa”.
Un legame speciale unisce il direttore sportivo Strianese all’allenatore Attilio Sirugo, una conoscenza che risale al 2013/2014, quando Strianese era DS del Noto e Sirugo giocava in Promozione proprio ad Avola. Strianese ha sempre creduto nelle potenzialità di Sirugo come tecnico, e la vittoria dei playoff di Eccellenza ha confermato il suo valore, rendendo giusto che guidasse la squadra della sua città anche in Serie D.
Il gruppo squadra, con una media di 23-24 anni, è descritto come straordinario, serio e unito, capace di dare il massimo per la maglia e la tifoseria. Giocatori esperti come il capitano Antonio Butera, Emmanuele Tedesco e Galesio fungono da guide per i più giovani, supportati dal grande lavoro organizzativo e di competenze svolto dall’allenatore Sirugo e dal suo staff.
Nonostante l’ottimo inizio, il direttore sportivo non si sbilancia sulle ambizioni future, preferendo mantenere un approccio pragmatico. L’Avola sarà impegnata anche in Coppa Italia mercoledì 7 ottobre contro il Modica, con l’intento di fare strada nella competizione.
“Noi vogliamo sempre fare bene e dimostrare che non siamo in questa posizione per caso. In Coppa Italia cercheremo di passare il turno e andare avanti, se c’è la possibilità. In campionato vogliamo fare bene, vogliamo continuare a vivere giornata dopo giornata, perché a noi piace così. Ogni partita, per noi, è una finale e la affrontiamo sempre allo stesso modo, con grande attenzione, con grande voglia di portare a casa sempre un risultato positivo. Io ci tengo ancora a ringraziare la società, che mi ha dato la possibilità di lavorare e di costruire una squadra degna della città di Avola e di questa tifoseria”.