I rapporti tra la SS Taranto e il Comune di Taranto si fanno sempre più tesi, culminando in una dura presa di posizione del patron Ladisa. Quest’ultimo ha dichiarato che la società non si sentirà più a casa allo Stadio Erasmo Iacovone e che, di conseguenza, l’intero organigramma societario seguirà la squadra solo in trasferta. La decisione arriva dopo una serie di frizioni, tra cui il recente diniego del Comune per un evento.
La scintilla più recente è stata la variazione di sede per l’evento di consegna delle cento maglie ufficiali agli abbonati, originariamente previsto per oggi alle 18 allo Stadio Erasmo Iacovone. La società ha comunicato che lo spostamento si è reso necessario a causa di un diniego formale ricevuto dal Comune di Taranto. L’amministrazione comunale ha motivato il rifiuto citando una richiesta pervenuta con meno di 28 ore di preavviso, un’area non autorizzata e l’impossibilità di effettuare le verifiche di sicurezza nei tempi indicati.
Le tensioni, tuttavia, non sono nuove. In una dichiarazione rilasciata a una emittente locale, il patron Ladisa ha espresso chiaramente il suo disappunto. Ha affermato che il Comune starebbe ostacolando l’operato della società, inviando lettere percepite come intimidatorie. Il patron ha la sensazione che sia in atto una vera e propria politica di mobbing nei confronti del club. Nonostante ciò, ha ribadito l’impegno a portare il Taranto nella massima serie, sostenendo che con le proprie risorse la società può raggiungere i propri obiettivi.
La decisione di non presenziare più alle partite casalinghe allo Stadio Erasmo Iacovone è stata motivata da una percezione di mancanza di rispetto. Ladisa ha ricordato la mancata presenza dell’amministrazione pubblica durante la gara con il Novoli, definendola una mancanza di rispetto per la società, per la città e per la Signora Iacovone. Il patron ha concluso con una ferma dichiarazione: «Non condivideremo nulla con chi non ha rispetto né educazione».