Una prestazione inaccettabile. Così l’allenatore dell’Ancona, Agenore Maurizi, ha definito la gara casalinga persa contro il Fossombrone, che ha scatenato i fischi del pubblico del “Del Conero”. Il tecnico ha assunto la piena responsabilità del risultato, descrivendo una squadra apparsa svuotata e priva della grinta vista nelle precedenti uscite.
I primi 45 minuti sono stati fatali: “Abbiamo sofferto parecchio, perso tanti duelli e concesso tantissime ripartenze”, ha ammesso Maurizi in conferenza stampa. “Siamo stati bravi nel fare le cose che sanno fare meglio e pochissimo bravi nel fare quelle che sappiamo fare meno bene. Sostanzialmente non siamo stati capaci di fare le cose che non facciamo bene di solito. Abbiamo fatto una brutta partita, hanno meritato di vincere, c’è poco da dire”.
L’involuzione rispetto alla gara precedente contro il Giulianova, definita da “11 leoni”, è stata evidente. Maurizi ha imputato il calo a un diverso momento fisico e a una minore “fame” e “cattiveria” agonistica. “Eravamo meno brillanti da un punto di vista fisico, nel senso che poi quando vengono a mancare magari due o tre giocatori in mezzo al campo che non hanno condizione, gli altri sembrano meno brillanti”, ha spiegato il tecnico. “Abbiamo perso tantissime seconde palle, la prima è nata il loro primo gol. Abbiamo concesso quattro cambi di gioco nel primo tempo con una facilità irrisoria”.
Nonostante una settimana di lavoro ritenuta positiva, la squadra è ricaduta negli stessi errori alle prime difficoltà. Per cercare di scuotere il gruppo, Maurizi ha effettuato ben quattro sostituzioni all’intervallo, una mossa dettata più dalla necessità che da una strategia precisa. “La mia speranza era di andare in vantaggio e cercare di gestire in un determinato modo. Non ci siamo riusciti, anzi, avevamo pareggiato e penso che era più giusto stare più sereni e cercare di gestire la partita”, ha commentato.
Gli errori individuali e le leggerezze difensive hanno condannato l’Ancona. “Anche se palleggiamo tanto, poi alla fine si rischia sempre di subire delle transizioni a campo aperto troppo, troppo pericolose”, ha sottolineato Maurizi, citando il secondo e il terzo gol subiti come esempi di “giocate messe dentro dove eravamo in netto vantaggio e abbiamo preso gol” e di un “mancato controllo della palla”. Anche i calci piazzati si sono rivelati inefficaci: “Li abbiamo battuti veramente in maniera poco aggressiva. Non abbiamo fatto un gol quest’anno su calcio da fermo”.
Il tecnico ha anche menzionato il debutto di Sylla, giudicato ancora lontano dalla migliore condizione dopo un mese di inattività. Maurizi ha lanciato un appello alla reazione: “Bisogna reagire. Se non si reagisce siamo morti, siamo nel baratro. È inutile fossilizzarci, bisogna reagire, cercare di essere più compatti, essere più squadra”. La consapevolezza dei 6 punti di distacco dalla vetta, occupata da L’Aquila, impone un cambio di marcia immediato, con un focus particolare sul rendimento casalingo, definito “veramente brutto”.
La delusione più grande, tuttavia, resta la rottura con il pubblico. Maurizi si è schierato dalla parte dei tifosi: “I tifosi hanno totalmente ragione. Noi oggi non abbiamo trasmesso niente e dobbiamo trasmettere emozioni a chi viene a tifare. Oggi sicuramente quello che abbiamo trasmesso non è una bella emozione. Abbiamo trasmesso insicurezze, meno aggressività degli avversari, meno voglia di credere nel risultato”. Ha esortato la squadra a mostrare questo coraggio e questa forza d’animo per tutta la partita, non solo negli ultimi 25 minuti. Il prossimo impegno vedrà l’Ancona affrontare in trasferta la Vigor Senigallia, reduce da una vittoria, in una partita che si preannuncia altrettanto difficile.