Roberto Cappellacci ha esordito sulla panchina della Santegidiese con una sconfitta. Il tecnico, subentrato ad Andrea Censori, ha visto la sua squadra cedere alla Vigor Senigallia nell’ottava giornata del campionato. Una prestazione opaca quella dei giallorossi, che non sono riusciti a rendersi pericolosi in attacco.
Nel post partita, Cappellacci ha commentato il suo ritorno a Sant’Egidio, rivelando le motivazioni che lo hanno spinto ad accettare l’incarico. “Non ho nulla da fare, a me piace allenare“, ha scherzato, aggiungendo poi che la società è sana e composta da brave persone. Il tecnico ha ammesso che la scelta è stata anche dettata dalla necessità di contribuire a far commettere meno errori alla dirigenza.
Riguardo la partita, Cappellacci ha riconosciuto la forza della Vigor Senigallia, definendola una squadra con un ottimo allenatore e con un organico che da anni milita con successo in questa categoria, spesso superando le aspettative rispetto agli investimenti. Ha sottolineato come la squadra avversaria, nonostante la giovane età, sia fisicamente preparata e capace di segnare molti gol, cosa che la Santegidiese, più esperta ma ancora da sistemare, non è riuscita a fare. L’obiettivo immediato, secondo il tecnico, è rendere la squadra competitiva per la Serie D.
Cappellacci ha poi voluto chiarire le ambizioni per il futuro: “Per assurdo, se dovessi sentire dire che la Santegidiese punta a fare i play-off, mi assumo le responsabilità di quello che dico: è un’eresia“. Ha ribadito che l’unico obiettivo deve essere la salvezza. Il tecnico ha evidenziato la necessità di sistemare la squadra, anche in vista dei lavori allo Stadio Nuovo di Sant’Egidio, e di gestire al meglio i giovani, integrandoli in ruoli adeguati senza creare sovrapposizioni con i giocatori più esperti. L’organizzazione societaria è considerata buona, ma per ora, ha concluso con un pizzico di realismo, “bisogna solo farsi il segno della croce“.