Roberto Cappellacci è di nuovo l’allenatore della Santegidiese. Per il tecnico tortoretano si tratta della quarta avventura sulla panchina dei giallorossi, un legame che dura dal lontano 2004/2005, passando per la stagione 10/11 e quella 25/26. Dopo una breve separazione di quattro mesi, Cappellacci è tornato per guidare la squadra in quella che si preannuncia come una fase di ricostruzione.
L’esperto allenatore, forte di sette promozioni in carriera, ha il difficile compito di risollevare le sorti di una squadra che sta attraversando un momento complicato. La Sant ha mostrato lampi di buon gioco, ma anche evidenti limiti e debolezze. Nonostante le sole sette giornate di campionato, la società ha deciso di intervenire per correggere la rotta prima che sia troppo tardi.
Cappellacci, noto per proporre un calcio dispendioso e dinamico, sta valutando la condizione atletica dei suoi giocatori. Le principali incertezze riguardano le scelte tattiche, aggravate da numerose assenze e dalla scarsa resa del parco under, in particolare i nati nel 2008. A questo si aggiunge il dualismo tra gli attaccanti Eusepi e Dal Cason. Finora, il modulo più utilizzato è stato il 3-5-2.
Storicamente, Cappellacci ha prediletto il 3-4-3, schema che lo ha accompagnato nei suoi maggiori successi. Con la rosa attuale, il tecnico potrebbe schierare il portiere Tomasella (classe 2007), protetto dai difensori Montuori, Ingrosso e Agostini, in attesa del rientro di Pertosa. Sugli esterni, Paolini e Maiga Silvestri (classe 2007) sembrano essere le scelte più frequenti, con quest’ultimo che eviterebbe la titolarità di un 2006. A centrocampo, spazio per Diambo e Scimia, già allenati in passato dal tecnico. Da non sottovalutare anche l’impiego del 2008 Di Antonio. In attacco le opzioni non mancano: dal 2008 Liscia, fondamentale per la regola degli under e potenzialmente impiegato come esterno, a Marrancone, giocatore di qualità finora utilizzato poco.
A disposizione di Cappellacci ci sono anche De Berardinis (2006) e Manuel Manari. Il vero nodo da sciogliere riguarda il ruolo di punta centrale. Sia Dal Cason che Eusepi sono giocatori di categoria, ma una loro coesistenza in campo appare complessa, poiché giocare insieme li porterebbe a snaturare le proprie caratteristiche, specialmente in un modulo che privilegia gli esterni. Il tecnico potrebbe però optare per un giocatore di palleggio in attacco, come già accaduto in passato con Carbonelli, Coulibaly, Quirino o Origlio.
Le soluzioni tattiche non mancano e la società è pronta a intervenire sul mercato, con alcuni giocatori che potrebbero lasciare la squadra. La ricostruzione targata Cappellacci 4.0 è appena iniziata.