L’U.S. Città di Fasano ha scelto di interfacciarsi direttamente con i propri sostenitori. Tramite una nota estesa diffusa attraverso i canali ufficiali, il sodalizio pugliese ha ripercorso la traiettoria del progetto nato grazie all’azionariato popolare, rammentando come negli ultimi dieci anni la squadra sia divenuta un emblema di identità e partecipazione per l’intera comunità. Il documento menziona i sacrifici compiuti nel tempo, dalle ristrettezze economiche all’impatto pandemico, passando per gli ostacoli incontrati, evidenziando come il supporto del collettivo sia sempre stato il vero motore del Fasano.
Tuttavia, la società riconosce un deterioramento del legame nel corso del tempo. Secondo quanto esplicitato nel comunicato, il progetto avrebbe gradualmente smarrito lo spirito collaborativo che ne aveva segnato l’avvio. L’associazionismo e la partecipazione collettiva, identificati come fondamenta della crescita biancazzurra, sarebbero stati soppiantati da decisioni sempre più circoscritte e meno condivise, allontanando il club dalla sua base. Questa evoluzione avrebbe reso necessaria l’immersione diretta dei promotori dell’azionariato popolare nella struttura societaria al fine di salvaguardare l’essenza del progetto.
Nel cuore del suo messaggio, il Fasano lancia un appello all’intera cittadinanza. “Il Fasano ha bisogno della sua gente e la sua gente ha bisogno di ritrovare il proprio Fasano”, si legge nel testo, con un invito rivolto a tifosi e concittadini a superare polemiche, divisioni e personalismi. La società sottolinea l’importanza di non cercare colpevoli né alimentare contrapposizioni in questo momento, ma di unire le forze per proteggere il futuro dei colori biancazzurri e preservare un patrimonio edificato nel tempo grazie all’impegno di centinaia di individui.
In conclusione, il club non scarta la possibilità di una nuova mobilitazione popolare. Pur consapevole dei sacrifici già compiuti dalla città, la dirigenza assicura di star lavorando per esplorare ogni possibile soluzione. Qualora non dovessero concretizzarsi alternative valide nelle prossime ore, potrebbe essere avviata una campagna di sostegno collettivo aperta a tutti i sostenitori. La frase finale è un richiamo all’unità: “Senza interessi né padroni, il Fasano appartiene a chi lo ama”, un’affermazione che racchiude il senso di un appello rivolto all’intera comunità fasanese in una delle fasi più critiche della sua storia recente.