Al termine dell’incontro che ha visto il Brescia prevalere sulla Salernitana e avanzare ai quarti di finale dei play-off di Serie C, il tecnico Eugenio Corini si è presentato ai media esprimendo la soddisfazione per un traguardo significativo raggiunto in un momento cruciale della stagione.
L’allenatore delle Rondinelle ha voluto attribuire il merito principalmente ai suoi calciatori: “I complimenti vanno fatti ai giocatori perché sono andati oltre alle tante difficoltà; oggi era troppo importante passare il turno e coltivare il sogno di vincere i play-off”. Questa affermazione riflette chiaramente l’atmosfera all’interno dello spogliatoio bresciano, dove la consapevolezza delle proprie capacità sembra essere cresciuta progressivamente nel corso della stagione.
Un aspetto enfatizzato da Corini è stato il carattere mostrato dalla squadra nei momenti più impegnativi della partita, giocata in condizioni di caldo intenso che hanno reso la prestazione fisica ancora più ardua. “La volontà e la voglia di reggere la fatica ci ha premiati e questo si è visto in campo: la vera identità dei bresciani”, ha dichiarato il tecnico, che ha poi rivolto parole di profondo apprezzamento alla tifoseria presente allo stadio: “Riempire lo stadio oggi ci rende orgogliosi, la gente ci ha dato credito”.
Il supporto del pubblico ha rappresentato un elemento determinante nella gestione emotiva di una gara a eliminazione diretta, dove ogni dettaglio può rivelarsi cruciale. Corini ha inoltre illustrato la strategia tattica adottata, spiegando come il controllo del gioco fosse stato pianificato sia in relazione alle condizioni climatiche sia alle caratteristiche dell’avversario: “Il controllo del gioco era fondamentale visto anche il grande caldo: dovevamo far correre l’avversario, di grande livello, e ci siamo meritati il passaggio del turno”.
Corini ha poi approfondito alcune delle scelte tecniche che hanno influenzato l’andamento del match. In fase difensiva, l’adozione di una linea alta è stata una decisione ponderata per neutralizzare le peculiarità degli attaccanti avversari: “Ho tenuto alta la difesa dando profondità: non volevo attirare in area i loro attaccanti che sono molto abili nel gioco aereo. Non abbiamo concesso cross facili e la squadra ha sempre difeso benissimo”.
Nella seconda frazione di gioco, il tecnico ha utilizzato la panchina per inserire elementi di qualità nel momento in cui la stanchezza stava inevitabilmente creando maggiori spazi: “I cambi nel secondo tempo sono stati dovuti all’andamento della partita. Sapevo che per stanchezza il campo si sarebbe allungato e ho inserito qualità come Fogliata, Cisco e Marras. È stata questa la scelta strategica”.
La conferenza stampa ha offerto a Corini l’opportunità di valutare alcuni dei giocatori che hanno avuto un ruolo di spicco in questa fase della stagione. Su Silvestri, il giudizio è stato chiaro e positivo: “Silvestri è cresciuto tanto, oggi è un giocatore solido e centrato sul quale la squadra si appoggia”. L’allenatore ha però voluto menzionare anche il contributo di altri elementi, citando specificamente “Gori, Balestrero, Rizzo, i centrocampisti e l’attacco che ha iniziato a pressare”.
Un riferimento particolare è stato dedicato a Ferretti, una figura evidentemente stimata all’interno dello staff tecnico: “Ferretti è giovane, ma molto capace: conosce benissimo i giocatori e capisce di calcio. Guardate chi ha comprato a gennaio, ma ha sempre fatto ottime cose”.
Commovente, infine, il pensiero rivolto a Vido, un giocatore che ha affrontato una stagione particolarmente complessa: “Sono contento per Vido perché è il primo ad aver vissuto una stagione travagliata: ma entrambi ci abbiamo sempre creduto”. Una dichiarazione che evidenzia il legame umano che Corini instaura con i suoi giocatori, al di là delle semplici valutazioni tecniche.
La crescita e il margine di miglioramento
Nonostante la soddisfazione del momento, Corini ha mantenuto una visione lucida sui margini di crescita ancora presenti. La squadra ha dimostrato di saper affrontare partite difficili, ma c’è un aspetto su cui il tecnico intende concentrarsi: “Siamo cresciuti tanto, ci manca ancora un pezzo che è quello di chiudere prima le partite. Sono dettagli, ci lavoreremo”.
A conferma del percorso di maturazione del gruppo, Corini ha poi proposto un confronto significativo con un precedente incontro contro la medesima Salernitana: “Abbiamo consapevolezze diverse: a Salerno al novantesimo perdevamo 1-0, oggi dopo un minuto eravamo già in vantaggio”. Un dettaglio che riassume efficacemente la traiettoria ascendente di una squadra che sembra aver consolidato una forte identità nei momenti cruciali.
L’attenzione si sposta ora sul prossimo avversario. Corini non ha celato la sua stima per l’Ascoli, il prossimo ostacolo sulla via della promozione, riservandogli un elogio inequivocabile: “L’Ascoli gioca il miglior calcio visto in Serie C quest’anno”. Una valutazione che funge sia da riconoscimento sia da monito per la sua squadra, chiamata a spingersi “oltre il limite”, riprendendo le parole del tecnico: “Consolidiamo le nostre certezze e spingiamoci oltre il limite”.
Riguardo al fattore campo, Corini ha mostrato pragmatismo: la partita di ritorno si disputerà in casa, ma l’andata sarà in trasferta. L’allenatore ha accettato il calendario senza lamentele, concentrandosi già sulla sfida imminente: “Giocare il ritorno in casa è molto bello, l’abbiamo visto questa sera, ma i calendari si accettano: punteremo al massimo per l’andata”.
Un’ultima immagine, la più suggestiva dell’intera conferenza, è quella con cui Corini ha descritto il valore delle difficoltà affrontate durante questa stagione: “Mi vengono i brividi a pensare allo stadio di oggi: nelle difficoltà si cresce, stiamoci dentro per diventare forti. Ha costruito radici profonde nella merda”. Una metafora schietta ma incisiva, che restituisce la misura di quanto questo gruppo abbia dovuto lottare per arrivare a questo punto, e di come quella fatica sia diventata oggi, in qualche modo, il fondamento più solido su cui edificare il sogno dei play-off.