Avvicinandosi all’incontro cruciale di domenica allo stadio Del Duca contro l’Ascoli, il tecnico Eugenio Corini ha offerto una disamina del periodo decisivo che la sua formazione sta attraversando, evidenziando la necessità di grande determinazione e piena coscienza del proprio compito. Come riferito da Rodella Alessandro, il tecnico ha inteso trasmettere fiducia alla squadra, richiamando una citazione dello scrittore bresciano Fabio Volo: «In questi giorni mi è venuta in mente una frase di un artista bresciano che amo molto, Fabio Volo, dal libro “Un giorno in più”. E recita così: “La fatica non è mai sprecata. Soffri ma impari a conoscerti”. Questo si applica alla nostra situazione, al superare ogni difficoltà, allo starci dentro, ad andare oltre anche quando fuori questa situazione non viene percepita».
Il condottiero biancazzurro ha apertamente riconosciuto l’importanza della posta in gioco per l’intero contesto sportivo: «Abbiamo vissuto una stagione tribolata, ma siamo qui a giocarci un grande traguardo. Sappiamo bene che, se non dovesse andare come vogliamo, farà male, molto male. E farà male anche ripensandoci dopo anni. Proprio per questo dovremo moltiplicare gli sforzi, andare oltre ogni limite per fare in modo che questo non avvenga».
Corini ha altresì fornito delucidazioni riguardo al suo coinvolgimento nel progetto bresciano, evidenziando la rilevanza del dialogo intercorso con la presidenza: «Quando ho accettato Brescia, è anche per la definizione corretta del mio ruolo all’interno del progetto. Alla fine del campionato ho sentito l’esigenza di parlare con il presidente Pasini per capire se eravamo ancora allineati. E quanto mi è stato ribadito, mi ha dato una forza di straordinaria importanza per approcciare i play-off al massimo. Brescia in C deve giocare per vincere, la mentalità c’è sempre stata. La pressione è un privilegio».
L’allenatore ha poi riaffermato il suo profondo attaccamento al mandato ricevuto: «Dentro questo incarico c’è tanto per me, l’equilibrio che ho tenuto fa parte del ruolo affidatomi. Ho motivazioni straordinarie, che vanno nell’ambito della sfera professionale e dalla volontà ferrea di ripagare la fiducia della società e dei tifosi. Ho dedicato e sto dedicando ogni stilla di energia alla causa del Brescia e ne ho ancora tanta da trasmettere».
Analizzando gli aspetti tattici della partita, Corini si mostra preparato a ogni eventualità: «Abbiamo un piano per i 90 minuti, uno per i 20 e uno per i rigori. Dovrò valutare anche di avere forze a disposizione, ma quando si gioca la finale non si fanno troppi calcoli».
A conclusione del suo intervento, il tecnico ha manifestato riconoscenza per il sostegno ricevuto, pur mantenendo un’elevata attenzione in vista del complesso confronto con la formazione marchigiana: «Sentiamo questo clima bellissimo che si è creato intorno a noi. Percepiamo la fiducia, la spinta da parte della nostra gente. Partiamo da una situazione di parità e abbiamo i mezzi per fare l’impresa, anche se l’Ascoli in casa ha perso solo una volta e ha fatto un cammino straordinario».