Una giornata significativa per il calcio di Rimini ha visto la presentazione ufficiale di un’iniziativa volta a rifondare il panorama sportivo cittadino. Presso l’Hotel Savoia, un consorzio di cinque imprenditori del territorio – Orfeo Bianchi, Giuliano Lanzetti, Massimiliano Alvisi, Antonio Cocciolo e Marco Lombardi, quest’ultimo con un passato da dirigente del club negli anni Ottanta – ha esposto la propria proposta per la ripartenza.
Questo progetto nasce dalla necessità di superare l’esclusione della storica formazione dal campionato di Serie C e il conseguente fallimento. Il collettivo imprenditoriale si sta preparando a rispondere al bando che l’amministrazione comunale è chiamata a emettere, in conformità con l’articolo 52 comma 10 delle Norme Organizzative Interne della FIGC (Noif) per l’attribuzione del titolo sportivo. Nonostante sia attualmente una dichiarazione d’intenti, la struttura del piano appare già definita.
La strategia delineata dagli imprenditori romagnoli si allontana dal tradizionale schema del proprietario singolo, spesso dimostratosi vulnerabile nel contesto calcistico italiano. La proposta si concentra su una struttura societaria estesa, mirata a includere diverse entità imprenditoriali locali. La campagna di adesione prevede un versamento di 50.000 euro per i soci fondatori, con l’apertura a ulteriori apporti volti a consolidare la stabilità.
Giuliano Lanzetti ha esplicitato il principio fondamentale: l’intento non è un’acquisizione a scopo privato, bensì un gesto di restituzione alla collettività. Al momento, il progetto ha già raccolto l’adesione di circa dieci imprenditori, tutti uniti da un forte attaccamento ai colori sociali biancorossi.
La passione è il valore primario di questa iniziativa, distante da aspettative di guadagno economico rapido o di semplice esposizione. Orfeo Bianchi ha evidenziato che l’esito positivo di questa operazione dipenderà strettamente dal coinvolgimento della città, la cui risposta sarà determinante per la sopravvivenza del calcio a Rimini.
Il piano prevede un arco temporale di cinque anni. L’elemento centrale è un cospicuo investimento nel settore giovanile, con l’obiettivo di sviluppare competenze interne robuste prima di concentrarsi sull’accumulo di capitali. Questa impostazione programmatica mira a costruire basi solide per una sostenibilità a lungo termine, prevenendo gli errori che hanno causato il tracollo della precedente amministrazione.
Rimini, una realtà con una significativa tradizione nella terza categoria nazionale, segue ora con attenzione gli sviluppi. Il gruppo ha compiuto il passaggio più delicato, presentandosi pubblicamente, ma il percorso si annuncia impegnativo. La robustezza del progetto sarà messa alla prova sia sul piano sportivo che attraverso l’iter amministrativo che condurrà alla rifondazione ufficiale della società.