La permanenza in Serie D è stata conquistata con fatica dal San Donato Tavarnelle, ma la società non intende fermarsi. Il presidente Andrea Bacci ha già messo alle spalle le difficoltà di un’annata complessa e sta definendo una strategia ambiziosa per utilizzare la salvezza come trampolino di lancio.
In un’intervista al quotidiano “La Nazione”, il numero uno del club ha analizzato le cause di una stagione difficile: «Il nostro vero valore si è visto nel girone d’andata. Successivamente, siamo entrati in un periodo negativo: il gruppo ha risentito dell’inesperienza e lo staff tecnico non è riuscito a mantenere alta la concentrazione. La svolta è arrivata con l’esonero e l’arrivo di Bagatti, che ha rivitalizzato la squadra e ci ha permesso di risalire».
Superato il momento critico, l’ambiente societario ha ritrovato slancio. «Smaltita la tensione, si è riacceso in tutti un entusiasmo contagioso», ha affermato Bacci, che ha poi annunciato l’avvio di una pianificazione strutturata a medio termine. «Abbiamo già definito un programma biennale ambizioso: nel breve termine vogliamo alzare l’asticella e puntare ai playoff». Questo obiettivo richiederà investimenti sia a livello organizzativo che economico, oltre a un supporto istituzionale maggiore. «Mantenere la Serie D è un lusso che possiamo permetterci, ma ormai viene dato per scontato. Sono presidente da dieci anni e sono orgoglioso di aver portato questo club fino alla Lega Pro. Oggi, però, ho bisogno che anche le istituzioni camminino al nostro fianco».
Sul fronte del mercato, il club è già attivo. Bacci ha anticipato l’intenzione di effettuare innesti mirati: «Inseriremo un giocatore di spessore nei reparti chiave». L’idea generale, tuttavia, è di puntare sulla continuità, confermando l’ossatura della squadra con i rinnovi già siglati di Morelli, Cellai e Torrini. A questi si aggiunge l’ingaggio del giovane Ciacci, classe 2007, primo acquisto di una campagna che dovrà bilanciare esperienza e potenziale.
Il presidente ha espresso impazienza nei confronti di coloro che non hanno ancora definito il proprio futuro: «Il tergiversare di qualcuno mi innervosisce. Do una settimana di tempo, poi considererò tutti liberi. Di calciatori e direttori sportivi è pieno il mondo, il problema è che i presidenti sono pochi».