Esistono carriere che hanno appena iniziato il loro percorso, quelle di atleti che muovono i primi passi nel mondo del pallone. Percorsi ancora in fase di sviluppo, forse non segnati da insuccessi, delusioni o errori, ma che al contempo mancano di quei ricordi e di quelle soddisfazioni che solo il tempo può offrire. E poi ci sono le carriere consolidate, appartenenti a chi ha già vissuto una parte significativa della propria storia sportiva: percorsi ricchi di esperienze, emozioni e diverse tappe, così numerose da rendere difficile ordinarle e narrarle.
La traiettoria di Marcello Trotta rientra indubbiamente in questa seconda categoria. Dalla sua origine in Campania e dal settore giovanile del Napoli fino all’opportunità eccezionale chiamata Manchester City a soli 16 anni, affrontando le inevitabili difficoltà dell’esperienza inglese e il successivo ritorno in Italia, attraversando tutte le categorie calcistiche, dalla Serie A alla Serie D.
“Sai, alla fine uno deve essere grato per ciò che ha fatto. Col senno di poi qualche decisione diversa ci poteva anche stare, ma nessuno ha la bacchetta magica. Sono grato per la carriera che ho avuto. I rimpianti possono esserci, ma sono comunque contento“. Queste le dichiarazioni dell’ex attaccante di Crotone e Sassuolo, che si è confidato con la nostra redazione in un’intervista approfondita, toccando passato, presente e un futuro ancora tutto da definire.
Trotta: “È stata una buona annata, ora cerco un progetto stimolante”
Dopo una lunga carriera che lo ha visto competere a diversi livelli nel calcio italiano e internazionale, all’inizio della scorsa stagione Trotta ha scelto di unirsi al progetto del Sora, affrontando per la prima volta nella sua carriera il campionato di Serie D. La stagione del club laziale nel girone F è stata caratterizzata da momenti altalenanti, come ha confermato lo stesso attaccante, ma si è conclusa con il raggiungimento dell’obiettivo salvezza diretta in uno dei raggruppamenti più agguerriti della categoria, evitando così i playout.
Abbiamo chiesto all’attaccante un bilancio dell’annata e quali siano le sue attuali sensazioni, a un anno di distanza dalla decisione di scendere di categoria. “Sono soddisfatto della stagione che abbiamo fatto“, ci ha riferito Trotta. “È stata una buona annata, pur con qualche alto e basso. È stata una bella esperienza e non mi sono pentito della scelta, anzi. Abbiamo disputato grandi partite contro le squadre di vertice, mentre abbiamo fatto un po’ più fatica contro quelle di medio-bassa classifica. Peccato per il finale di campionato, che ho dovuto saltare per infortunio, ma nel complesso mi sono divertito. Certo, si può sempre fare qualcosa in più“.
Nonostante il classe 1992 consideri positiva la sua esperienza in bianconero, il suo futuro sembra orientato lontano da Sora. “Sono stato contattato da due o tre squadre e sto valutando la soluzione migliore. Cerco un progetto stimolante. È ancora un po’ presto per decidere, poi tireremo le somme“.
Trotta: “Serie C? Si tende a risparmiare e a sperare in un giovane”
Durante l’intervista, Trotta ha anche illustrato le motivazioni che lo hanno spinto a preferire la Serie D a un’eventuale esperienza in Serie C. Una scelta che, a suo avviso, riflette una tendenza sempre più diffusa nella terza serie, dove spesso si privilegia l’impiego di giovani talenti rispetto ai giocatori più esperti. “È un discorso complesso. Secondo me si tende a risparmiare e a sperare di trovare il giovane che possa risolvere la stagione senza costare troppo. Tutti cercano la promessa giusta, perché se trovi un ragazzo bravo poi puoi anche rivenderlo. Si creano una serie di dinamiche che possono convenire alle società. Il problema è che, a forza di togliere, si finisce inevitabilmente per abbassare anche il livello del campionato“.
L’attaccante ha espresso il suo parere anche sulla finale degli spareggi nazionali tra Taranto e Gladiator, a cui ha assistito dal vivo la scorsa settimana. Il club pugliese, ripartito dall’Eccellenza a inizio stagione, si trova ora a un passo dalla promozione in Serie D, con l’ultimo ostacolo rappresentato proprio dalla formazione campana di Santa Maria Capua Vetere, città natale di Trotta. Dopo lo 0-0 dell’andata, il Taranto potrà giocarsi la promozione davanti al proprio pubblico e, secondo l’attaccante, parte con i favori del pronostico. “Ho visto una partita tra due squadre forti, equilibrata e molto tesa, in uno stadio pieno. È difficile dire chi vincerà, ma il Taranto parte favorito. Poi sappiamo tutti come funziona il calcio. Per blasone e qualità della rosa ha giocatori importanti, ma nel calcio non si può mai sapere“.
Trotta: “Nel 2016 mi cercano un paio di big, ma scelsi il Sassuolo”
Una volta esauriti gli argomenti legati all’attualità, abbiamo cercato di riportare Trotta indietro nel tempo, chiedendogli quali siano i ricordi più preziosi della sua carriera. Tra le maglie indossate con Manchester City, Fulham, Avellino, Sassuolo, Crotone, Frosinone e Brindisi, tra le altre, le esperienze memorabili non mancano. Due, in particolare, sono quelle che custodisce con maggiore affetto. “La promozione in Serie A sfiorata con l’Avellino nel 2014-15 e la salvezza conquistata con il Crotone in Serie A nel 2016-17. Sono ricordi sempre vivi, emozioni indescrivibili“.
La carriera di un calciatore raramente segue un percorso lineare. Più spesso è costellata di svolte, incontri e decisioni capaci di cambiarne il destino: un allenatore, un dirigente, l’interesse di una squadra prestigiosa. Per Trotta uno dei possibili punti di svolta si presentò all’inizio del 2016, quando lasciò l’Avellino per trasferirsi al Sassuolo in Serie A. Il centravanti conferma che in quel periodo alcuni club di primo piano lo seguivano con attenzione, ma riteneva il Sassuolo la scelta più ponderata per il suo percorso di crescita.
“C’era tanto interesse nei miei confronti quando andai al Sassuolo. Un paio di grandi squadre mi cercarono, ma scegliemmo il Sassuolo perché lo consideravamo il passo giusto per la mia carriera, una tappa intermedia ideale. Alla fine bisogna essere grati per ciò che si è avuto. Col senno di poi qualche decisione diversa si sarebbe potuta prendere e forse, in certi casi, sarebbe stato meglio aspettare invece di scegliere subito. Però nessuno ha la bacchetta magica. Sono grato per la carriera che ho fatto: qualche rimpianto può esserci, ma prevale la soddisfazione“.
Intrecci di mercato, scelte complesse e qualche inevitabile rammarico, ma soprattutto una profonda gratitudine per il percorso compiuto e per tutto ciò che il calcio gli ha offerto. A 33 anni, pur avendo già accumulato un bagaglio significativo di esperienze, Trotta sente di avere ancora molto da offrire. Dalle sue parole emerge la volontà di continuare a mettersi in gioco, in attesa di scoprire quale sarà la prossima tappa della sua carriera.