Secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Sud, la Vibonese sta intraprendendo azioni concrete per la propria riorganizzazione e la definizione del futuro sportivo. Mentre prosegue la ricerca di un nuovo allenatore, la struttura dirigenziale per la prossima stagione sta prendendo forma.
Per la guida tecnica della squadra rossoblù, il nome favorito è attualmente Danilo Fanello. Al contrario, è da considerarsi chiusa la pista che conduceva a Giuseppe Pagana, una scelta ritenuta divisiva per il pubblico, già scettico nei confronti dei nuovi acquirenti.
Rino Putrino è visto come il collegamento per la presidenza del club, figura destinata a ricoprire la massima carica societaria e profilo capace di ottenere ampio consenso.
Questa nomina offre significative garanzie a Pippo Caffo, socio di minoranza formale ma che rimane il punto di riferimento e patron indiscusso della società.
L’influenza di Caffo nelle decisioni cruciali è ulteriormente rafforzata dalla cospicua sponsorizzazione di circa 400mila euro legata al marchio Vecchio Amaro del Capo.
La cordata imprenditoriale guidata da Cosimo Vullo si prepara ad acquisire la quota di maggioranza del sessanta percento delle azioni del club.
Il nuovo gruppo di investitori dovrà tuttavia allinearsi alle richieste del patron storico e fornire tempestivamente i capitali promessi per segnare un netto distacco dal passato recente.
La precedente gestione sportiva, guidata da Cammarata e Costa, è stata infatti compromessa dalle recenti vicende e si avvia a essere rapidamente superata.
Nel nuovo assetto societario, a Cosimo Vullo dovrebbe essere assegnato il ruolo di direttore generale dell’area amministrativa.
Sul piano strettamente sportivo, Pippo Caffo ha dato il via libera definitivo per l’ingaggio di Fabrizio Maglia come direttore sportivo.
Il dirigente, originario di Lamezia Terme, ha già iniziato a lavorare in modo discreto per costruire la squadra e l’annuncio ufficiale del suo incarico è previsto nei primi giorni della prossima settimana.
La priorità del tavolo operativo rimane comunque la questione economica, con Vullo chiamato a versare le risorse necessarie per estinguere il debito societario, stimato tra i 250 e i 300mila euro.