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Ternana, Bandecchi chiude a Fedeli: “Basta cazzate, idee semplici per tornare professionisti”

La trattativa per l’ingresso di Franco Fedeli nella compagine societaria della Ternana è definitivamente saltata. Il sindaco Stefano Bandecchi ha spiegato le ragioni della rottura, sottolineando la necessità di idee chiare e lineari per il futuro del club.
Ternana, il monito del sindaco Bandecchi dopo il ko di Prato Ternana, il monito del sindaco Bandecchi dopo il ko di Prato

La trattativa tra la Ternana e l’imprenditore Franco Fedeli per l’ingresso nella compagine societaria è definitivamente conclusa. Il sindaco Stefano Bandecchi ha fornito chiarimenti sulla mancata intesa prima dell’inizio dei lavori del Consiglio comunale, aggiornando sullo stato del club, sui progetti con Unicusano e Francesco Emanuele Tonel.

Stefano Bandecchi ha illustrato le divergenze nelle visioni strategiche che hanno portato alla rottura.

«Fedeli ha un’idea calcistica che oggi non è più idonea per Terni. Mi aspettavo di firmare dei patti parasociali con il suo avvocato. Mi sono incontrato tre o quattro volte con Fedeli, il quale ha avuto contatti anche con i dirigenti Mammarella e Mangiarano e con l’amministratore unico Fabio Moscatelli. Non hanno trovato l’accordo? Ce ne faremo una ragione. Cambieremo strada. La Ternana necessita di un’idea precisa, seria e semplice. Abbiamo assistito a troppe cose stupide negli ultimi tre anni. L’obiettivo è disputare un campionato per cercare di vincere. Probabilmente non ci riusciremo al primo anno di Serie D, ma in un paio d’anni dobbiamo tornare nel professionismo con una visione chiara delle nostre azioni».

Il percorso volto a garantire stabilità e risorse alla società prosegue quindi alla ricerca di nuove soluzioni e partner alternativi.

«Mi dispiace. Troverò altre persone interessate a rilevare la Ternana. L’idea iniziale prevedeva tre o quattro soci. Fedeli intendeva gestire tutto autonomamente. Ma se si vuole agire da soli, bisogna avere la volontà di farlo. Non so con quali giocatori si debba costruire la squadra. Se l’obiettivo è allestire una società di Serie D che punti in alto con un budget di 800 mila euro, non è fattibile. Con quella cifra si rimane in Serie D per sempre».

Il sindaco ha ribadito il proprio impegno diretto e trasparente riguardo alla sua posizione e alle garanzie economiche richieste dalla categoria.

«Questa volta c’è anche il mio nome e io sono in prima linea per la Ternana, non in secondo piano come alcuni hanno pensato nelle gestioni passate. Ora voglio vedere e osservare. Prima di tutto da tifoso. Pertanto, basta con le sciocchezze. Poche idee, semplici e lineari. Erano stati stabiliti parametri e cifre e avremmo dovuto rispettarli. Se si superano questi limiti non va bene, perché dobbiamo anche evitare eccessi, ma se per quest’anno si individua un investimento di due milioni, si può raggiungere. Dopodiché, è chiaro che si spera anche di incassare 50 euro di biglietteria, o 20 euro di pubblicità».

Il resoconto delle somme già impegnate per la ripartenza del progetto evidenzia uno sforzo economico considerevole fin dalle prime fasi.

«Ho acquisito l’Orvietana, operazione per la quale affronto anche alcune problematiche legali. Successivamente ho risanato la Ternana futsal e l’ho fusa, ho acquisito il marchio e devo persino versare altri 18 mila euro perché i calcoli dell’IVA erano errati. In totale, quasi un milione. Si spende un milione per poi realizzare un campionato da 800 mila euro?».

L’ambizione si allinea ai profili individuati dalla dirigenza per completare una rosa in via di definizione.

«La Ternana è una squadra che tifo e sento mia. Voglio continuare a seguirla in televisione e dagli spalti, pur non volendo occuparmene direttamente. Tuttavia, deve essere una squadra che almeno possa sognare di raggiungere traguardi importanti. Ma come? Faccio arrivare Falletti, c’è Pettinari, poi altri tre o quattro nomi da Serie B. Stiamo scherzando? Questa squadra va costruita. Al momento, inclusi i portieri, abbiamo 16 giocatori in rosa. La rosa, se non ricordo male, dovrebbe essere composta da 23 o 24 elementi. Siamo già a buon punto. Mammarella la sta strutturando nel modo corretto. Voglio bene a Fedeli. È una persona molto seria, molto corretta. Ma forse ha un’idea del calcio troppo romantica. Il calcio oggi ha poco di romantico. Nel calcio attuale, se vinci sei considerato un incapace e se perdi lo sei ancora di più».

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