Il patron del Trapani, Valerio Antonini, ha espresso la sua profonda indignazione riguardo al rigetto del ricorso cautelare presentato al TAR. La decisione riguarda sia la squadra di calcio, precedentemente in Serie C e retrocessa a seguito di penalizzazioni, sia la squadra di basket, il Trapani Shark, estromessa dal campionato di Serie A.
Le dichiarazioni di Antonini
Attraverso i suoi canali social, Antonini ha manifestato il suo stupore e la sua contrarietà alle motivazioni addotte dal tribunale: “Ci sono riusciti anche stavolta, è stato respinto il ricorso cautelare al Tar sia per Calcio che Basket, leggendo le motivazioni viene da mettersi le mani nei capelli. Sono rimasto interdetto, non ci volevo credere nel leggere certe oscenità”. Il dirigente ha aggiunto: “Ieri pensavo veramente che, avendo questa Perna allontanato il componente della giuria, chiaramente di parte, e contro la sua volontà, ci fossero gli estremi per una netta vittoria anche alla luce della discussione avvenuta. Ma evidentemente il potere esercitato è troppo forte”.
Antonini ha annunciato battaglia legale, con il prossimo passo fissato per il 10 settembre davanti al Consiglio di Stato, seguito dalla Corte europea. “Io non mollo di un centimetro”, ha dichiarato con fermezza, promettendo di proseguire la sua battaglia legale. “Prossimo step il 10 settembre con il Consiglio di Stato, poi ci sarà la Corte europea. Io non mollo di un centimetro. Prima o poi ci sarà un giudice a Berlino”.
Contestazione delle motivazioni
Il patron del club siciliano ha poi condiviso alcuni estratti del comunicato del TAR, contestando duramente le ragioni del rigetto del ricorso cautelare. “Se un giudice di un tribunale amministrativo, al cui interno siedono altri giudici che fanno o hanno fatto parte della giustizia sportiva, pubblica motivazioni di questo tipo, sapendo l’eco mediatico che avranno, significa che siamo di fronte a un nemico che non può perdere e non ti permetterà mai di giocare ad armi pari. Sconvolgente. Peggio delle motivazioni dei tribunali federali”, ha affermato.
Antonini ha concluso esprimendo il suo sconcerto per le motivazioni che, a suo dire, non reggono: “Nel calcio, ci si limita a sostenere che il mio sarebbe solo un interesse meramente economico e che non sarebbe applicabile il venir meno del ne bis in idem perché la normativa federale distingue inadempimento e ‘permanere dell’inadempimento’, con la conseguenza che si tratterebbe di due condotte distinte, senza considerare il fatto che evidentemente si tratta di un’unica condotta continuata nel tempo (per altro ampiamente contestata in ogni forma) e non di una pluralità di condotte. Sono sconvolto che si possano scrivere porcate di questo tipo, che non stanno in piedi neanche con la colla, a certi livelli. Anche se si è ancora in fase cautelare, e non nel merito”. Ha poi manifestato scetticismo riguardo all’esito della prossima udienza: “E ora, cosa aspettarsi dal Consiglio di Stato, dove ovviamente si andrà a contestare queste motivazioni deliranti