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Vado, Tarabotto critica i costi degli impianti: “Un’ingiustizia”

Il patron del Vado, Franco Tarabotto, esprime rammarico per i costi degli impianti sportivi: “Ho subito una delle più grosse ingiustizie della mia vita”. Critiche sui costi per giocare in casa.
Vado, Tarabotto critica i costi degli impianti: "Un'ingiustizia" Vado, Tarabotto critica i costi degli impianti: "Un'ingiustizia"

L’avvio di stagione del Vado, con due vittorie di rilievo contro Inter e Atalanta nel nuovo contesto della Serie C, ha riacceso l’entusiasmo attorno al club. Il patron Franco Tarabotto, in un’intervista a Settimana Sport, ha ripercorso le difficoltà affrontate prima dell’iscrizione, ammettendo che la preparazione dell’annata è stata costellata di ostacoli.

«Meglio di così non si poteva iniziare. Il rischio di non iscriversi era in realtà un po’ tirato per i capelli. Diciamo che a un certo punto, per istinto, ho pensato di chiudere il Vado, ma poi ho chinato la testa e… è andata bene così. Dire che sono contento oggi è banale. Sapevo che fare la Serie C sarebbe stata dura, ma non così tanto. Siamo stati bravi a costruire bene la squadra e a scegliere uno staff importante e molto valido, che si è rivelato una carta vincente. Alla fine è andato tutto bene, ce l’abbiamo fatta con le persone giuste e ci siamo iscritti con dignità», ha dichiarato.

Il principale cruccio per il numero uno del club ligure riguarda la gestione logistica ed economica dell’impianto di gioco. L’imprenditore ha espresso profondo rammarico per le spese sostenute per le partite interne disputate fuori casa, sollevando dubbi sull’utilizzo e sui costi degli stadi nella regione.

«Iniziamo da quello strutturale: non voglio pensarci, ma ho subito una delle più grosse ingiustizie della mia vita. E nella vita bisogna agire quando è il momento, e fermarsi quando è il momento, ma bisogna sempre ricordare le cose. Nessuno mi ha obbligato e potevo rinunciare, sia chiaro. Ma pensare che per giocare a Sestri devo spendere 11 mila euro a partita, di cui 5.500 alla società ospitante, e il resto per vigilanza, luci e Comune mi dà molto fastidio. Se i campi sono fatti coi soldi pubblici, perché io devo tirare fuori tutti quei soldi? Purtroppo non c’è altro campo in Liguria per giocare in C e spendo la stessa cifra del Bra, quando fuori dalla Liguria potevo spendere molto meno», ha aggiunto.

La proprietà ha manifestato delusione per la carenza di supporto istituzionale, spiegando la strategia di mercato adottata per contenere le spese e garantire la sostenibilità economica del club.

«Nella mia carriera da presidente ho sempre pensato prima alle strutture e poi alla squadra. Ho vinto il campionato, che era il mio obiettivo, e potevo fermarmi lì. Ok, mi sono iscritto, però qualcuno mi dovrà dire perché tutto ciò? Perché devo pagare una cifra del genere? Trento e Desenzano hanno già il campo, io ancora non ho visto nessuno che si sia complimentato con me… Ovvio che vorrei giocare al Chittolina e che penso al progetto, ma se dico mezza parola in più poi pensano che i soldi ce li metto io… Capitolo economico: è dura, ma per penare meno possibile siamo andati a prendere i giovani… Chi è andato via chiedeva troppo e non me lo potevo permettere. Capitolo tecnico: abbiamo fatto un’ottima campagna acquisti, sono contento dell’allenatore e va bene così».

Riflettendo sulle ragioni che lo hanno spinto a continuare l’attività calcistica a Vado Ligure, l’intervistato ha ribadito l’impegno verso il settore giovanile e la volontà di far valere le proprie ragioni sul piano infrastrutturale.

«Ho pensato: non ti curar di loro ma guarda e passa. Mi sento superiore a tutti e non ho bisogno di andare a “leccare” qualcuno… Vado avanti da solo… La società la lascerà a mio figlio… Ho 400 ragazzi a Vado e faccio del sociale… Sto seduto sulla riva del fiume e aspetto… Il progetto c’è… prima o poi qualcuno, magari da Roma, mi darà una risposta…».

Il patron ha espresso apprezzamento per la dirigenza e ha raccontato la genesi della scelta della guida tecnica, rivelando la piena intesa con i collaboratori al momento dell’ingaggio del mister.

«Luca e Paolo Mancuso stanno facendo un ottimo lavoro, si sono adeguati al professionismo anche per quanto riguarda settore giovanile e Primavera. Quanto a Pastorino… Stavamo cercando un allenatore, ci siamo seduti noi tre a un tavolo e io ho detto “Prenderei Pastorino”. Mancuso mi ha detto: “Anche io”. Luca: “Idem, ma proprio lui che ci ha fatto penare col Ligorna?”. Insomma, lo abbiamo preso, e oggi vedo una squadra che gioca, che pressa, che si muove a fisarmonica. Chi ci viene a vedere dice che il Vado gioca bene. Le premesse sono buone: stiamo giocando bene, sono contento dell’allenatore, abbiamo una buona squadra, finora abbiamo vinto con merito».

A conclusione dell’intervista a Settimana Sport, è stato lanciato un richiamo alla cautela in vista dei prossimi impegni ufficiali, a partire dall’incontro con lo Spezia.

«Dopo queste due vittorie, mi auguro che Paolo e Luca continuino ad andare d’accordo, che tutte le persone della famiglia Vado, anche i nuovi arrivati che si sono integrati benissimo, continuino a lavorare così. Verranno i momenti bui… ci sono squadre forti… ma mi auguro di fare sempre bella figura… come abbiamo fatto anche nel precampionato col Torino… Certo, non dobbiamo illuderci, i ragazzi devono stare sempre sulla corda… Una partenza del genere non me lo aspettavo. Il 2 andremo a giocare al Picco con lo Spezia e vedremo di che pasta siamo fatti».

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