La Serie D ha emesso i primi verdetti stagionali, e tra le protagoniste del Girone D emergono le squadre varesotte, ciascuna con le proprie peculiarità. Dalla Castellanzese, autrice di un avvio di campionato entusiasmante, alla solida Pro Patria, passando per la personalità da big della Varesina, la fatica operaia del Varese e la resistenza della Solbiatese, emergono impressioni e indicazioni che vanno oltre il semplice risultato sul campo.
La Castellanzese sta vivendo un inizio da sogno, trascinata da un Mattia Valmori che si è rivelato il terminale offensivo tanto atteso. La squadra neroverde ha mostrato un ottimo giro e un entusiasmo travolgente, superando un Pontedera ampiamente rinnovato. Tuttavia, resta da valutare la reale forza dei toscani, che hanno cambiato molto rispetto alla scorsa stagione.
La Varesina ha dimostrato una notevole maturità, giocando con la personalità di una squadra veterana contro avversari più rodati. L’alchimia e la tranquillità sembrano essere i suoi punti di forza, anche se il fantasma del gol subito nel recupero, un marchio di fabbrica lo scorso anno, è stato scacciato solo per ora.
La Pro Patria, pur mostrando qualche segno di appesantimento dovuto ai carichi di lavoro, ha saputo adattarsi e portare a casa la vittoria contro l’Oltrepò. Mister Zironelli avrà a disposizione diverse opzioni per gestire al meglio la squadra durante la stagione.
Il Varese si presenta come una squadra operaia, che predilige l’elmetto e il badile. La predisposizione al sacrificio è un punto di forza, ma per fare un salto di qualità servirà maggiore incisività negli ultimi venti metri. La gestione degli under rappresenta un nodo da sciogliere per trovare una quadratura più precisa.
Infine, la Solbiatese, neopromossa, mostra un cantiere ancora aperto. La sconfitta a Pistoia contro una corazzata come la Pistoiese è fisiologica, ma la squadra non ha reso facile la vita alle orange. Sarà fondamentale migliorare la rapidità e l’incisività nel palleggio, oltre a ottimizzare le distanze tra i reparti.