Il Trapani attraversa un momento estremamente difficile, confermando il proprio periodo buio. Dopo quattro giornate di campionato, la squadra non ha ancora ottenuto alcun punto, subendo un’ulteriore sconfitta casalinga contro la Nuova Igea Virtus per 3-1. I granata si trovano ora all’ultimo posto in classifica, aggravato da una penalizzazione di cinque punti.
Nel post gara, il patron Valerio Antonini ha affidato ai suoi profili social le sue amare riflessioni. “È difficile trovare le parole dopo l’ennesima partita che lascia rabbia, delusione e incredulità“, ha dichiarato. Antonini ha espresso forte disappunto per come la squadra abbia compromesso un vantaggio iniziale, frutto di una prestazione meritata, a causa di un’espulsione giudicata “vergognosa“. L’episodio, seguito da un’ammonizione per essersi tolto la maglia e un’entrata considerata “criminale“, è stato visto come inaccettabile, specialmente considerando il contesto di tre sconfitte consecutive, la penalizzazione e la delicatezza di ogni singolo episodio in una stagione già complicata. “Non è sfortuna. Non può essere solo sfortuna. È mancanza di attenzione, di responsabilità, di carattere e, soprattutto, di rispetto“, ha tuonato il patron, sottolineando come questi atteggiamenti vanifichino il lavoro di squadra, staff e società.
Lo sfogo verso squadra e staff
Il numero uno granata ha poi rivolto un messaggio diretto a giocatori e staff tecnico: “Siete stati messi nelle condizioni di lavorare, siete stati strapagati e sostenuti dalla società anche quando attorno a noi c’era e continua a esserci il caos“. Antonini ha lamentato la mancanza di rispetto verso la maglia, la società e chi investe risorse proprie. Ha sottolineato il dovere dello staff tecnico di fornire immediatamente identità, ordine, intensità, disciplina e spirito, suggerendo le dimissioni in blocco qualora non ritenessero di poter migliorare la situazione. Ai giocatori, invece, è stato ricordato il dovere di onorare la maglia fino all’ultimo minuto, un impegno che, a suo dire, è mancato sia nella partita odierna che, in modo ancora più marcato, nelle tre precedenti.
Le critiche alla piazza e il futuro
Antonini ha poi replicato alle critiche ricevute dall’ambiente, affermando di aver investito a Trapani “troppo per quello che si meritava l’ambiente“. Ha ricordato i successi passati, l’entusiasmo generato e la dimostrazione di poter fare sport serio, contrapponendo questo al presente: “ci ritroviamo senza uno stadio vero, senza il sostegno che una squadra dovrebbe avere dalla propria città, senza sponsor e in un clima nel quale invece di essere aiutati veniamo insultati, ostacolati e perfino aggrediti“. Ha definito la vicenda dello stadio Provinciale una “vergogna istituzionale nazionale senza precedenti” che rende il progetto sportivo “sempre più difficile, se non impossibile, da sostenere“.
Il patron ha anticipato l’emergere di “fatti importanti, clamorosi” sul piano giudiziario nei prossimi giorni, legati a cause e sentenze in corso. Ha espresso un profondo dubbio sulla volontà di continuare a investire in un contesto che non protegge il calcio, non rispetta gli investitori e non permette alla squadra di avere una casa, tifosi e futuro. Ha contrapposto questa situazione ai tempi della Serie D di tre anni fa, quando, con un record di punti, “c’era un’altra mentalità: tutti remavano dalla stessa parte“.
Infine, Antonini ha lanciato un ultimo appello ai suoi giocatori: “basta alibi. Basta superficialità. Basta mancanza di rispetto“. Ha ribadito che, in assenza di un immediato ritrovamento di dignità, responsabilità e unità, sarà inevitabile valutare la sostenibilità dell’investimento a Trapani, considerando alternative dove le condizioni per costruire, lavorare e vincere siano più favorevoli.