Antonio Marziali è il nuovo allenatore degli Esordienti della Civitanovese. Per il tecnico si tratta di un ritorno in rossoblù, dopo diverse esperienze nei settori giovanili. La squadra che guida è composta prevalentemente da ragazzi nati nel 2014 e nel 2015, per un totale di circa 32-33 iscritti, suddivisi in due formazioni: Esordienti 2014 ed Esordienti misti.
Marziali sottolinea l’importanza di non mettere pressione ai giovani calciatori, focalizzandosi sul divertimento e sul miglioramento tecnico. “L’obiettivo principale è farli giocare divertendosi e, allo stesso tempo, migliorare dal punto di vista tecnico”, ha dichiarato il mister, evidenziando come questo sia cruciale per i classe 2014, all’ultimo anno di scuola calcio prima del passaggio ai Giovanissimi. Anche per i più piccoli, i classe 2015, l’attenzione è rivolta alla crescita tecnica, educativa e comportamentale, ricordando loro l’importanza dell’immagine della Civitanovese.
Il ritorno a casa
Le motivazioni dietro la scelta di Marziali di tornare alla Civitanovese sono molteplici. “C’è il legame con la società in cui ho mosso i primi passi nel calcio giovanile”, ha spiegato, citando anche le esperienze successive alla Sambenedettese. La solidità della società e l’ambizione del presidente, desideroso di riportare il club ai fasti di un tempo con un forte focus sul settore giovanile, sono stati fattori determinanti. Marziali vede con favore la possibilità che sempre più ragazzi raggiungano la prima squadra, segno che gli investimenti nel vivaio stanno dando frutti, anche grazie alla presenza di allenatori preparati. Ha inoltre apprezzato la scelta delle figure chiave all’interno della dirigenza, come mister Labriola (prima squadra), Davide Tedoldi (settore giovanile) e Simone Marcantoni (attività di base), tutti professionisti del mondo del calcio. “La società ci mette a disposizione tutto ciò di cui abbiamo bisogno”, ha aggiunto, evidenziando come lavorare in tali condizioni sia un valore aggiunto.
Le differenze tra i ruoli
Marziali, che ha vissuto sia il ruolo di giocatore che quello di allenatore, distingue nettamente le due posizioni. “Il giocatore viene guidato dall’allenatore”, ha affermato, mentre il lavoro del tecnico varia significativamente in base alla categoria. In prima squadra, il focus è sul risultato e sulla gestione di giocatori già formati. Nel settore giovanile agonistico (Juniores, Allievi), l’allenatore gestisce il gruppo in vista della prima squadra. “Nella scuola calcio, invece, il lavoro dell’allenatore abbraccia molti altri aspetti, che vanno oltre la tecnica e coinvolgono la sfera mentale, educativa e comportamentale”, ha precisato. Il linguaggio e il modo di relazionarsi con i ragazzi diventano fondamentali, evitando toni troppo accesi o espressioni inadatte.
Uno sguardo al campionato
Riguardo al campionato, Marziali si è detto soddisfatto del gruppo di giovani calciatori. “Devo riconoscere che prima di tutto è un bel gruppo, in cui si intravedono già prospetti interessanti a livello calcistico”, ha commentato. Dopo le prime tre partite, inclusa quella casalinga contro la Maceratese, ha notato “belle trame di gioco” da parte dei ragazzini. “Per noi allenatori è positivo e gratificante vedere che hanno già queste capacità tecniche”, ha concluso, esprimendo contentezza per il lavoro svolto con il gruppo e l’intenzione di continuare a migliorarsi.