L’Enna è al centro di una profonda crisi societaria che rischia di compromettere l’attività sportiva. Nonostante la decisione iniziale di mister Alfredo Cimino e dei giocatori di interrompere le attività, lo sciopero è stato momentaneamente sospeso per permettere alla squadra di scendere in campo per la settima giornata del campionato di Serie D contro l’Avola.
La preoccupazione principale riguarda le finanze del club gialloverde. Il patron Giancarlo Travagin ha nuovamente sollevato il problema di numerose pendenze economiche ereditate dalle gestioni precedenti, valutando azioni legali per tutelarsi.
La sospensione della protesta da parte dei tesserati consentirà alla squadra di riprendere gli allenamenti. I giocatori avevano interrotto le attività a causa della mancanza di garanzie fondamentali per svolgere il proprio lavoro con serenità professionale.
La partita contro l’Avola si disputerà sul campo neutro di Niscemi e senza pubblico, a causa dei problemi di agibilità dell’impianto casalingo Gaeta di Enna. Il trasferimento temporaneo è stato facilitato dall’intervento del procuratore Domenico Panico, tesserato con la squadra di Niscemi.
Parallelamente alle questioni sportive, la situazione finanziaria rimane critica. Tra i debiti emersi, figura anche il mancato pagamento delle utenze elettriche di Casa Enna.
Di fronte a queste difficoltà, Travagin sta considerando la possibilità di portare i libri contabili davanti ai giudici del Tribunale. Al momento si tratta di una valutazione strategica e non di un atto formale.
Se questa ipotesi si concretizzasse, per l’Enna potrebbero aprirsi scenari complessi, dall’amministrazione controllata fino al fallimento. Tra le possibili conseguenze vi è anche la cessione forzata dei tesserati per generare liquidità.
La ricerca di acquirenti per le quote societarie si sta rivelando infruttuosa. Non risultano, infatti, manifestazioni d’interesse o offerte concrete, nonostante alcune indiscrezioni su un presunto rilancio da quarantamila euro mai formalizzato.