Il Taranto è nel caos tecnico. L’ennesimo risultato negativo, maturato in trasferta contro l’Unione Calcio Bisceglie, ha portato all’esonero del tecnico Luca Tiozzo. La separazione era nell’aria da tempo, con la società ionica che si trova ora a dover affrontare il terzo cambio di guida tecnica dall’inizio della stagione.
Dopo le gestioni di Alberto Giuliatto e dello stesso Tiozzo, il nome che nelle ultime ore è emerso con prepotenza per raccogliere l’eredità è quello di Pino Di Meo. Il trainer, reduce dalla promozione in Serie D con il Bisceglie, vanta una profonda conoscenza del campionato pugliese.
Tuttavia, l’approdo di Di Meo in riva allo Ionio avrebbe subito un brusco rallentamento. La trattativa è avvolta nell’incertezza, anche a causa di vecchie polemiche legate a un gesto compiuto dal tecnico contro il pubblico del Taranto nella finale di coppa regionale lo scorso febbraio. La piazza ionica, notoriamente esigente, osserva con diffidenza questa ipotesi.
Qualora Di Meo dovesse accettare, il suo compito sarebbe quello di compattare uno spogliatoio importante, ma fin qui incapace di esprimere appieno il proprio potenziale. All’interno della rosa ci sono elementi di valore che necessitano di una guida forte, e non si escludono innesti mirati dal mercato.
Sul fronte dirigenziale, la posizione del direttore sportivo Francesco Montervino appare al momento confermata, nonostante l’operato estivo e alcuni acquisti come Bonavolontà ed Eijgenraam non abbiano reso come sperato. L’apporto di elementi esperti come Falzerano e Taurino ha bilanciato solo in parte il rendimento della squadra.
Il futuro della direzione tecnica dipenderà dalle sinergie tra la dirigenza e il nuovo allenatore, chiamato a blindare gli equilibri di un gruppo che deve trovare un immediato riscatto. L’ambiente rossoblù necessita di compattezza per scongiurare divisioni tra tifoseria e società, che potrebbero compromettere le ambizioni stagionali.