L’esclusione del Fasano Calcio dalla Serie D assume i contorni di una vicenda complessa. La società ha presentato un ricorso d’urgenza dopo la decisione della Lega Nazionale Dilettanti.
Le motivazioni alla base della decisione e la cronistoria degli eventi sono state delineate dalla Co.Vi.So.D.. Inizialmente, la società aveva inoltrato un ricorso corredato da ordini di bonifico per la quota di iscrizione al campionato e la tassa di ricorso, unitamente a due liberatorie relative ai calciatori Marcello Falzerano e Aniello Salzano. Sulla base di questa documentazione, la Co.Vi.So.D. aveva espresso un parere preliminare favorevole.
Tuttavia, la situazione è evoluta. Il Fasano ha successivamente trasmesso un documento di Intesa Sanpaolo, privo di data e sottoscrizione, che indicava la possibilità di effettuare il pagamento della quota di iscrizione e della tassa di ricorso entro dieci giorni lavorativi dall’emissione di un bonifico irrevocabile datato 23 luglio 2026. In aggiunta, sono state inviate copie di due ordini di bonifico da 20.000 euro ciascuno destinati ai calciatori Falzerano e Salzano.
Nel frattempo, i legali dei due calciatori hanno inviato alla Lega delle comunicazioni, sottoscritte anche dagli stessi tesserati, in cui hanno negato di aver mai apposto la firma sulle liberatorie presentate dal Fasano. Per quanto concerne Marcello Falzerano, la documentazione acquisita ha rivelato che il bonifico da 20.000 euro non sarebbe stato sufficiente a coprire il credito vantato dal calciatore, stimato in 49.000 euro.
Considerata la documentazione successivamente raccolta, la Co.Vi.So.D., nella riunione del 3 agosto, ha espresso un parere negativo sul ricorso. Il Consiglio Direttivo della Lega ha sottolineato tre punti determinanti:
- il pagamento della quota di iscrizione al campionato non è stato registrato;
- la tassa di ricorso è stata accreditata il 5 agosto 2026, superando il termine perentorio del 23 luglio stabilito dal Comunicato Ufficiale n. 145;
- gli ordini di bonifico per i calciatori, datati 27 luglio 2026, risultavano emessi dopo la scadenza del 23 luglio e, secondo le informazioni raccolte, non hanno portato all’effettivo accredito delle somme.
Il Consiglio Direttivo ha inoltre definito “del tutto generico e irrilevante” il documento bancario fornito dalla società, evidenziando la sua mancanza di data e sottoscrizione, rendendolo inadeguato a dimostrare il rispetto degli adempimenti richiesti.
Sulla base di questi elementi, la Lega Nazionale Dilettanti ha stabilito che il Fasano non aveva adempiuto a tutti gli obblighi finanziari necessari per l’iscrizione al campionato di Serie D 2026/2027. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e infondato, confermando la mancata ammissione della società alla prossima stagione agonistica. La società ha annunciato l’intenzione di presentare un ricorso d’urgenza.