Dopo due anni di collaborazione, il Ragusa saluta il consulente sportivo Aniello Martone. L’ex direttore sportivo della Casertana ha comunicato il suo addio al club azzurro attraverso un lungo messaggio diffuso sui canali ufficiali della società, nel quale ha espresso le ragioni della sua decisione.
Martone ha chiarito che la sua scelta non è dettata dai risultati sportivi, nonostante un inizio di stagione non brillante. “Non sono i risultati il vero problema“, ha affermato, sottolineando come negli ultimi due anni abbia compiuto “due miracoli” per la squadra, incluso quello di tre mesi fa contro il blasonato Messina. La causa principale, a suo dire, risiede nell’ambiente e nelle contestazioni premature: “L’incoerenza è il male di una tifoseria” e “iniziare già dopo due giornate a contestare è stato il male di questa stagione“.
Il consulente ha ricordato il derby casalingo contro il Modica, giocato alla prima giornata di campionato, che ha visto la partecipazione di 1500 persone e 300 bambini in un clima di festa. Nonostante la squadra meritasse la vittoria, il pareggio è arrivato al 94′. Da quel momento, secondo Martone, sono iniziati i “malumori e queste contestazioni” che hanno contribuito a creare un clima insostenibile. Ha anche menzionato “motivi molto personali e soprattutto familiari” che richiedono la sua presenza a casa, ma ha ribadito che a spegnere la sua “fiammella” è stata “l’ingiustizia che ho dovuto pagare nel derby con il Modica, per colpa di un modicano“.
Martone ha espresso profonda amarezza per la situazione, dichiarando di essere “costretto” ad abbandonare il suo incarico. “Quando in una piazza non si rema tutti dalla stessa parte e non tutti amano davvero questa maglia, diventa impossibile lavorare“, ha spiegato, aggiungendo che la sua esperienza è diventata una “caccia al bersaglio” anziché una sfida. Ha inoltre evidenziato la longevità della società, che ha garantito 5 anni consecutivi di Serie D senza retrocessioni o penalità, suggerendo una mancanza di “cultura sportiva” nel contesto locale. Nonostante l’addio, ha promesso di rimanere “per sempre un tifoso azzurro“.