L’ex calciatore del Sassuolo, Antonino Ragusa, ha intrapreso una nuova avventura nel campionato di Eccellenza calabrese con l’ADMO Pro Pellaro. La sua carriera, costellata di esperienze in diverse categorie del calcio italiano, ha visto il suo apice nei palcoscenici europei e in Serie A con i neroverdi, culminando con un gol all’Athletic Bilbao nel San Mamés.
A 34 anni, Ragusa ha scelto di tornare a Reggio Calabria per amore della piazza, dopo anni da professionista. La decisione di unirsi al Pro Pellaro è stata motivata da un insieme di fattori, tra cui il desiderio di rimanere vicino casa, la presenza dell’allenatore Max Ginobili e del compagno Francesco Salandria, vecchie conoscenze dei tempi della Reggina, e la presentazione di un progetto calcistico serio da parte della dirigenza.
Nonostante il Pro Pellaro sia attualmente al terzo posto a cinque punti dalla vetta dopo sei giornate, Ragusa esprime fiducia nella capacità della squadra di recuperare il distacco. Ha trovato un gruppo unito e predisposto al lavoro, e si mette a disposizione dei più giovani con la sua esperienza. “La situazione in classifica ci dice che, in questo momento, bisogna andare più forte degli altri per recuperare lo svantaggio“, ha dichiarato Ragusa ai microfoni di .
Il suo ritorno alla Reggina nel 2024, dopo l’esperienza in Serie B nel 2011/2012, è stata una “scelta di cuore“. Sebbene l’obiettivo di vincere la Serie D non sia stato raggiunto, Ragusa conserva un legame profondo con la tifoseria e l’affetto dimostratogli. “La cosa bella che mi è rimasta è sicuramente il legame con la tifoseria e l’affetto che tuttora mi dimostrano“, ha commentato.
Riguardo all’attuale andamento della Reggina, che guida il girone I dopo otto giornate, Ragusa avverte che la squadra non può permettersi di abbassare la guardia: “Non bisogna mai abbassare la guardia perché non è un girone facile. Ci sono campi dove è complicato giocare, quindi bisognerà rimanere concentrati fino a fine campionato per raggiungere l’obiettivo“.
Ragusa ha sottolineato l’importanza di trovare stimoli in progetti ambiziosi piuttosto che giocare solo per occupare spazio. Ha inoltre menzionato Pasquale Marino, Eusebio Di Francesco e Vincenzo Italiano come gli allenatori che hanno inciso maggiormente sulla sua carriera.
Il gol in Europa League con il Sassuolo è stato definito da Ragusa “il punto più alto della mia carriera“, un’esperienza emozionante che porterà sempre con sé. Nonostante qualche rammarico per non aver segnato di più come attaccante esterno, si dichiara “molto soddisfatto della mia carriera“, grato per il percorso fatto e per essere stato un “giocatore fondamentale per la squadra“.
Guardando al futuro, Ragusa ha già le idee chiare: è abilitato come direttore sportivo e si prepara per l’esame UEFA B per il patentino da allenatore, ruolo che lo affascina particolarmente.