Giugno si prospetta un mese di grande agitazione per la Reggina, le cui vicende societarie hanno subito un arresto repentino e inatteso. L’accordo che fino a pochi giorni fa sembrava imminente per il passaggio di proprietà del club amaranto a un gruppo guidato dall’italo-americano Matt Rizzetta, già proprietario del Campobasso, si è improvvisamente incrinato, aprendo scenari inaspettati.
Il nodo cruciale è emerso quando, nonostante le intese verbali precedentemente raggiunte, il gruppo di Rizzetta non ha ottenuto la documentazione contabile richiesta dalla proprietà attuale. Questo passaggio, ritenuto essenziale per procedere alla firma del pre-accordo, è stato bloccato dalla richiesta di Ballarino, che ha rilanciato esigendo una lettera di solvibilità. Tale mossa ha portato all’interruzione dei contatti nella mattinata e ha sollevato seri interrogativi sulla reale intenzione di finalizzare la trattativa con la cordata americana.
La situazione, già di per sé complessa, si è ulteriormente complicata a causa di voci riguardanti un incontro tra la dirigenza della Reggina e un gruppo d’investitori collegato a Claudio Lotito. Stando a quanto riportato dal giornalista Alfredo Pedullà, il presidente della Lazio e senatore di Forza Italia starebbe tentando un inserimento all’ultimo minuto per acquisire la società calabrese, che mira a risalire la china dopo le recenti difficoltà in Serie D.
Le pressioni a livello istituzionale e politico sembrano aver influenzato significativamente questa serie di eventi, portando il progetto legato alla proprietà americana sull’orlo del fallimento definitivo. Il gruppo di Rizzetta, avvertendo un’atmosfera divenuta improvvisamente ostile, avrebbe deciso di interrompere le relazioni, come confermato dallo stesso imprenditore tramite una storia sui suoi profili social.