La società Oltrepò ha individuato in Gianluca Palladini il sostituto di Vito Cera per la posizione di direttore sportivo. Nonostante la notevole esperienza maturata, specialmente nel contesto pavese, Palladini non possiede i requisiti formali richiesti dalla Federazione per ricoprire ufficialmente tale ruolo, una situazione che si verifica con una certa frequenza nel panorama dilettantistico, come evidenziato in diversi comunicati.
In risposta a questa irregolarità normativa, l’ADICOSP (Associazione Italiana Direttori e Collaboratori Sportivi) ha diffuso una nota ufficiale per esprimere il proprio dissenso riguardo alla violazione dei regolamenti federali: “Adicosp ha appreso da profili social e da diverse testate giornalistiche della nomina a Direttore Sportivo della Società Oltrepò FBC di una persona priva di abilitazione. Ricordiamo alla società lombarda che per fregiarsi di tale titolo bisogna frequentare i corsi accreditati dalla FIGC, sostenere gli esami a Coverciano e dopo averli superati iscriversi all’Elenco Speciale dei Direttori Sportivi della FIGC tra i quali sono presenti anche i Collaboratori della Gestione Sportiva che possono operare nei club dilettantistici”.
L’associazione ha inoltre sollecitato l’Oltrepò a riconsiderare la qualifica attribuita a Palladini, al fine di evitare un’eventuale segnalazione agli organismi competenti: “Invitiamo la società Oltrepò FBC a consultare sul sito della FIGC l’Elenco di cui sopra e comunque di attribuire un altro appellativo alla persona non abilitata. In difetto ci vedremmo costretti come in altre occasioni a segnalare tutto alle autorità federali di competenza“.
L’impegno dell’ADICOSP non si limiterà a questo specifico episodio. Come anticipato dal profonda trasformazione per la figura dei direttori sportivi. L’elemento centrale di questa evoluzione sarà un accordo collettivo tra ADICOSP e la Lega Nazionale Dilettanti. A partire dal prossimo luglio, tale intesa garantirà ai direttori sportivi operanti nei dilettanti maggiore tutela, definizioni contrattuali chiare e porrà le basi per un collegio arbitrale dedicato alla gestione delle vertenze economiche, segnando presumibilmente la fine dell’era delle qualifiche non ufficiali.