Il Modena apre una nuova fase del suo cammino, rafforzando la propria organizzazione con l’arrivo di Nereo Bonato in qualità di direttore sportivo. La presentazione odierna, alla presenza dei massimi dirigenti del club, ha delineato le direzioni strategiche per una società che mira a consolidarsi in Serie B attraverso una pianificazione a lungo termine.
Il presidente Carlo Rivetti ha introdotto l’evento evidenziando la filosofia del progetto:
«Oggi presentiamo Nereo Bonato, una figura che arricchirà la società sia sul campo che fuori. Una volta operativo il Nido, arriveranno altre nuove figure professionali. Ritengo fondamentale individuare i collaboratori appropriati. Non mi è mai piaciuto essere un “mangia-allenatori”
».
L’intento della proprietà è di stabilire un percorso di continuità volto a ottenere risultati nel tempo, evitando accelerazioni affrettate.
«Vogliamo definire un piano triennale garantendo stabilità all’area tecnica, e siamo consapevoli che sarà necessario del tempo per identificare la figura ideale in grado di crescere insieme all’intero contesto. Ci stiamo prendendo il giusto tempo perché non vogliamo commettere errori e stiamo valutando con estrema cura un profilo che possa avere una permanenza duratura
».
Rivetti ha poi espresso orgoglio per i traguardi raggiunti dalla società in questi anni:
«In questi cinque anni abbiamo potenziato e strutturato la società. Sono orgoglioso dei successi della Primavera perché stiamo formando e sviluppando uomini
».
Il direttore generale Andrea Catellani ha fatto eco alle parole del presidente, manifestando soddisfazione per l’inserimento di Bonato e per il lavoro svolto dalla dirigenza.
«Ricevere un riconoscimento come quello che la famiglia Rivetti mi ha concesso è fonte di grande orgoglio. Puntiamo a dare continuità alle buone azioni compiute finora, ma con l’obiettivo di rafforzarci. La figura di Bonato apporta competenza e valori che andranno a beneficio dell’ambiente
».
In merito al cambio di guida tecnica rispetto all’era Sottil, Catellani ha chiarito le motivazioni dietro la decisione di procedere diversamente:
«Al termine della stagione abbiamo effettuato una valutazione della storia recente del Modena e analizzato le prospettive di sviluppo del club. Siamo giunti a un punto in cui un progetto tecnico con caratteristiche differenti sarebbe stato più adatto alle nostre esigenze. Il lavoro di Sottil è stato eccezionale, ma per il futuro avevamo bisogno di un approccio diverso
».
Successivamente, è intervenuto Nereo Bonato, che ritorna a Modena dopo quasi due decenni. Il nuovo ds ha manifestato grande entusiasmo, pur mantenendo un atteggiamento pragmatico:
«Torno a Modena dopo quasi 20 anni e sono entusiasta di intraprendere questa nuova avventura. L’obiettivo è valorizzare le risorse interne alla società. Dal punto di vista organizzativo, ho riscontrato una struttura solida, competitiva e con una visione lungimirante. Esistono le premesse per realizzare qualcosa di significativo, ma sappiamo che per elevare il livello è necessario superare la concorrenza
».
Riguardo alla selezione del nuovo allenatore, Bonato ha confermato la linea condivisa con la dirigenza:
«L’obiettivo comune con il club per quanto concerne la figura dell’allenatore è individuare una persona propositiva, desiderosa di crescere insieme alla società. La scelta del mister sarà cruciale. Quanto è stato ottenuto appartiene a una fase iniziale, ora dobbiamo integrare ulteriori competenze e valori per iniziarne una nuova
».
Il neo ds ha inoltre sottolineato l’importanza di gestire con equilibrio l’ambiente e le aspettative dei tifosi, specialmente in un campionato impegnativo come la Serie B.
«Modena è una piazza appassionata e questa unità di intenti ci aiuterà a superare le difficoltà. Chi opera con impegno viene premiato. Il campionato di Serie B è sempre pieno di insidie e richiederà attenzione. Dobbiamo dimenticare i risultati dell’anno passato e ripartire con umiltà
».
Infine, Bonato ha concluso esprimendo fiducia nell’efficacia dell’operatività tecnica, in attesa della definizione della guida della prima squadra.
«Siamo certi che si possa svolgere un eccellente lavoro di squadra perché le condizioni sono favorevoli. Sappiamo che ci sarà da impegnarsi, ma la base di partenza è solida. Dobbiamo completare l’organico, ma ciò dipenderà dall’arrivo dell’allenatore. Ci siamo confrontati e abbiamo le idee chiare sugli interventi da effettuare. La fretta è controproducente e ogni decisione sarà ponderata
».