La Serie D accoglie un nuovo nome di rilievo dal calcio professionistico. La Sarnese ha scelto Pasquale Schiattarella come nuovo allenatore della prima squadra, segnando il suo debutto in questo ruolo dopo un’esperienza biennale nel settore giovanile del Potenza. Questa decisione, audace per la società campana, mira a rilanciare le ambizioni del club affidandosi all’ex centrocampista di Spal e Benevento.
Schiattarella, intervenuto in esclusiva, ha condiviso le motivazioni che lo hanno portato allo stadio Felice Squitieri, ripercorrendo al contempo i momenti salienti della sua carriera da giocatore, caratterizzata da centinaia di presenze tra i professionisti e dalla conquista di due campionati di Serie B.
Un nuovo inizio in granata
Il 24 giugno scorso ha segnato l’ufficialità dell’accordo tra la Sarnese e Schiattarella. L’allenatore, nato nel 1987, è stato convinto dall’ambizione e dalla volontà di crescita della società: “Ho trovato tutto quello che cercavo – ha dichiarato -. Volevo un ambiente che mi permettesse di esprimermi, circondato da persone con la mia stessa passione”.
Quest’anno la Sarnese celebra il suo centenario, con l’auspicio dei tifosi di vivere una stagione memorabile per riscattare l’annata precedente, conclusa con la salvezza ottenuta ai playout. “Siamo una squadra quasi completamente rinnovata – ha spiegato Schiattarella -. L’obiettivo principale è costruire rapidamente un’identità di gioco. Vogliamo arrivare il più in alto possibile per lasciare un segno, specialmente in questo anno del centenario, per cui desideriamo una stagione all’altezza”.
Le prime impressioni sul gruppo squadra sono positive, evidenziando la serietà e la professionalità dei giocatori selezionati. “Sono ragazzi con un’ottima cultura del lavoro e una buona conoscenza della categoria – ha proseguito l’allenatore -. Abbiamo subito cercato di creare un’identità, sia nello spogliatoio che in campo. Nonostante ci alleniamo insieme da pochi giorni, vedo che la direzione è quella giusta”.
Il rammarico per un potenziale inespresso
L’esordio di Schiattarella in Serie A non è avvenuto da giovane esordiente, ma da giocatore di 26 anni con una solida esperienza maturata in cinque stagioni consecutive in Serie B tra Ancona e Livorno.
Fu proprio il Livorno a concedergli la possibilità di debuttare nella massima serie in una partita casalinga contro la Roma. Nonostante l’emozione di quel momento, Schiattarella esprime oggi un certo rammarico per non aver sfruttato appieno quell’opportunità: “L’esordio in A? È quello che ho sempre desiderato. Potevo sicuramente fare molto di più, e questo è il rammarico che mi porto dietro. Avrei potuto disputare qualche anno in più in Serie A – ha affermato -. Tendo a migliorarmi costantemente senza godermi appieno i successi, guardando sempre al passo successivo”.
Con la saggezza acquisita, Schiattarella riconosce che questa sua caratteristica può essere un vantaggio nel suo attuale ruolo: “Tutto ciò che ho vissuto da calciatore mi servirà come bagaglio, anche se quello zaino è chiuso in un armadio. Forse sono maturato un po’ in ritardo per le mie qualità, e questo mi permette oggi di lavorare con i giovani, trasmettendo loro l’importanza di crescere e fare quel salto di maturità per realizzare i propri sogni”.
14 aprile 2012: una data che segna
Il 14 aprile del 2012 rappresenta un momento drammatico nella vita di Pasquale Schiattarella. Durante una partita, il suo compagno di squadra Piermario Morosini, all’epoca 25enne, fu colpito da un attacco cardiaco fatale. Nonostante l’immediato intervento dei compagni, tra cui Schiattarella, Morosini perse la vita, lasciando un ricordo indelebile in chi lo ha conosciuto. “È una ferita che porto ancora dentro. Era una persona fantastica, un ragazzo eccezionale – ha ricordato Schiattarella con commozione -. Quando parlo di lui mi viene ancora la pelle d’oca”.
Gli anni d’oro alla Spal
Nell’agosto del 2016, Schiattarella si unisce al progetto della Spal, neopromossa dalla Serie C. Quella che doveva essere una stagione di assestamento si trasforma in un successo inaspettato: “La vittoria in B con la Spal? L’esperienza più bella della mia carriera. Porterò per sempre nel mio cuore Ferrara“.
Oggi, a distanza di nove anni dalla promozione in Serie A, la Spal milita in Eccellenza, affrontando significative difficoltà societarie. Solo due mesi fa, la squadra ha mancato la promozione in Serie D perdendo la semifinale playoff contro la Santegidiese. “Seguo ancora la Spal, anche se è in Eccellenza, perché è una piazza passionale che merita tanto – ha dichiarato Schiattarella -. Fa male vederli così in basso, perché non meritano di stare lì. Sono certo che torneranno dove meritano, serve solo pazienza”.
Dopo tre stagioni alla Spal, Schiattarella ha disputato due campionati di alto livello con il Benevento, conquistando la seconda promozione dalla Serie B alla Serie A. Tuttavia, l’ex centrocampista considera l’esperienza di Ferrara più significativa: “A Ferrara abbiamo vinto da matricola, puntando solo alla salvezza e invece abbiamo vinto il campionato – ha ricordato -. A Benevento eravamo la squadra favorita, la più forte sulla carta, e abbiamo concluso con una stagione da record che è entrata nella storia del club”.
Dal campo alla panchina: una transizione
Nel 2024, Schiattarella ha deciso di ritirarsi dal calcio giocato dopo un’attenta riflessione: “Mi ritengo fortunato perché ho scelto io di ritirarmi, senza problemi fisici o altre pressioni. Avevo il desiderio di iniziare un nuovo percorso. Ogni volta che ci pensavo, sentivo l’adrenalina giusta – ha spiegato -. Lavorando due anni nel settore giovanile, ho capito che era la mia strada. Andavo ogni giorno al campo con passione e voglia di migliorarmi”.
Subito dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, Schiattarella ha intrapreso la carriera da allenatore, guidando la Primavera del Potenza. Questo biennio è stato fondamentale per la sua formazione: “I due anni alla guida delle giovanili del Potenza mi hanno aiutato molto. Lavorare con i giovani permette di mettere in pratica le proprie idee. È il percorso ideale per un allenatore giovane prima di approdare in una prima squadra”.
Il passaggio al nuovo ruolo è avvenuto rapidamente, e Schiattarella ha scherzato sulla transizione: “È strano essere chiamato mister. All’inizio, quando mi chiamavano così neanche mi giravo – ha ammesso -. Adesso mi sono abituato”.
Umiltà e duro lavoro: il credo di Schiattarella
Durante la sua quasi ventennale carriera da calciatore, Schiattarella ha avuto modo di apprendere da numerosi allenatori, cercando di trarre insegnamenti da ognuno: “Ho avuto tanti allenatori bravi, come Maresca, Inzaghi, Cannavaro, ma sicuramente ne dimenticherò qualcuno. Ho imparato qualcosa da ognuno, ma cerco sempre di aggiungere il mio contributo perché il copia e incolla non mi piace – ha spiegato -. Credo fermamente nelle mie idee e cercherò sempre di portarle avanti”.
“A livello internazionale, non si possono non citare Guardiola e De Zerbi, allenatori che suscitano ammirazione. Personalmente, però, sono un fan di Antonio Conte. Apprezzo il suo modo di organizzare il gioco e il suo temperamento. Ho avuto la fortuna di parlargli brevemente e conoscerlo di persona. È uno che trasmette quella voglia e adrenalina di allenare”.
Il principio guida di Schiattarella è chiaro: mantenere alte le proprie ambizioni, ponendo l’umiltà e il duro lavoro al centro di tutto: “Sono ambizioso, punto sempre al massimo. Ovviamente, noi allenatori siamo giudicati dai risultati, ma la vittoria va costruita attraverso il lavoro quotidiano – ha concluso -. Cerco e cercherò sempre di aggiornarmi e di mettere la massima umiltà al primo posto per migliorarmi e raggiungere tutti gli obiettivi prefissati