Nonostante la recente delusione per la promozione sfumata, l’ambizione della Pistoiese non è scalfita. Anzi, la società arancione rilancia il proprio impegno con rinnovata determinazione.
Questo il concetto chiave espresso dal patron Sergio Iorio in un’intervista a «La Nazione», durante la quale l’imprenditore ha toccato diversi temi, dal campo da gioco alle prospettive future del club.
Particolare attenzione è stata dedicata alla questione delle infrastrutture, considerate dal numero uno della società il fulcro del progetto futuro. «Una società moderna non può esistere senza un centro sportivo di proprietà. È l’investimento più importante che possiamo lasciare alla città e il vero motore del nostro progetto imprenditoriale», ha affermato con forza il presidente.
Dopo oltre due anni di dialogo con la precedente amministrazione comunale, il cambio di giunta ha rallentato la realizzazione dell’opera. «Eravamo arrivati a un punto molto avanzato, poi tutto si è fermato. Ci aspettiamo che entro dicembre il terreno venga messo all’asta, perché il tempo è un fattore determinante», ha spiegato Iorio.
Il progetto «Orange City», sostenuto da una società partecipata a metà dalla Pistoiese e da imprenditori locali, rischia di perdere interesse se i tempi si allungano ulteriormente. «Più i tempi si allungano, maggiore è il rischio di perdere il loro interesse», ha sottolineato il massimo dirigente.
La proprietà ritiene che il sodalizio meriti un riconoscimento adeguato, anche in Serie D, tanto da valutare sedi alternative. «Non chiediamo scorciatoie, ma tempi certi nel rispetto delle procedure. A volte sembra quasi che ci venga fatto un favore, mentre il nostro obiettivo è realizzare strutture che resteranno a disposizione dell’intero territorio», ha lamentato il presidente.
Diverse municipalità della provincia hanno proposto aree per lo sviluppo del progetto. «La nostra priorità resta Pistoia, ma chi investe ha bisogno di certezze e della disponibilità del terreno, in proprietà o con una concessione di lungo periodo», ha aggiunto Iorio.
Il piano prevede circa cinquantamila metri quadrati divisi in due aree funzionali. La prima sarà dedicata allo sport, con campi per il settore giovanile, la squadra femminile e il For Special, oltre a una palestra e la possibile collaborazione con il Tennis Club per la disciplina del tennis. La seconda area avrà una vocazione commerciale, includendo bar, ristorante, pizzeria, foresteria, centro congressi e ambulatori diagnostici, grazie a una lettera d’intenti con Casa della Salute.
«È un progetto che interessa gli investitori perché è economicamente sostenibile, ma per realizzarlo abbiamo bisogno dell’area», ha ribadito Iorio.
Sul fronte sportivo, il patron esprime grande fiducia per la stagione imminente. «Taibi ha costruito una squadra con grande intelligenza, tra nuovi arrivi importanti e le conferme di chi ha scelto di restare. Abbiamo costruito un gruppo più forte puntando su tre elementi: top player, continuità e giovani», ha affermato.
La società ha investito oltre le aspettative e chiede il supporto della città per la campagna abbonamenti. «Quota 1.500 sarebbe un buon risultato, ma arrivare a 2.000 significherebbe capire che la città è davvero al nostro fianco», ha auspicato il numero uno del club.
Infine, Iorio ha delineato gli obiettivi a lungo termine, spiegando le ragioni economiche della gestione. «Vogliamo portare la Pistoiese in Serie B, anche se servirà il tempo necessario. In queste categorie si investe sapendo di andare in perdita, perché i ricavi non coprono i costi», ha evidenziato con pragmatismo.
«È una scelta poco razionale, ma il vero salto di qualità arriva con la Serie B, dove i diritti televisivi e gli introiti commerciali cambiano completamente dimensione», ha concluso Sergio Iorio