Il calcio in Sicilia è un enorme problema. A lanciare l’allarme è Valerio Antonini, presidente del Trapani, intervenuto dopo la recente aggressione al figlio dell’ex presidente dell’Acireale, Di Mauro. Un episodio che si aggiunge a un malcontento generale che, secondo Antonini, si è trasformato in violenza in diverse piazze dell’isola.
Antonini stesso era stato vittima di un’aggressione da parte di tifosi scontenti solo pochi mesi fa. Nel suo comunicato social, il patron granata ha sottolineato la mancanza di rispetto e riconoscenza verso chi investe nel calcio siciliano, evidenziando come i sacrifici economici non vengano compresi.
“Nessuno di noi si è portato a casa un solo centesimo”, ha affermato Antonini, criticando la tendenza a pretendere sempre più dagli investitori senza offrire nulla in cambio. Il presidente del Trapani ha sollevato interrogativi sulla condizione degli impianti sportivi, sugli investimenti istituzionali e sulla reale partecipazione dei tifosi, spesso ridotti a contestazioni e violenze.
Il patron ha poi puntato il dito contro l’uso politico dello sport da parte di alcune amministrazioni locali, che trasformerebbero gli investitori in nemici pubblici. “È ora di finirla”, ha tuonato Antonini, avvertendo che, in assenza di una vera unione d’intenti tra investitori, istituzioni e imprenditoria locale, molte realtà sportive rischiano di scomparire. Ha aggiunto che “nessun investitore può essere trattato come uno ‘schiavo economicò”, ribadendo la necessità di dire basta alla violenza.