Giorni di grande attesa per il Fasano, con il futuro del club che potrebbe essere definito nella giornata di domani. Il direttore sportivo Francesco Montervino ha condiviso alcuni pensieri sulla complessa situazione ai microfoni di Radio Touring 104, in data 3 settembre.
Una giornata decisiva all’orizzonte
Montervino ha confermato che la giornata di domani potrebbe rappresentare uno snodo cruciale: “Stiamo cercando di capire se sarà il tribunale a pronunciarsi o la Lega direttamente, quindi siamo in attesa di capire come muoverci. Di certo la giornata di domani potrebbe in qualche modo sancire il futuro del Fasano. L’auspicio è che si possa iniziare un percorso che negli ultimi venticinque giorni ci ha visti purtroppo assenti anche dai campi di allenamento. Speriamo che domani si possa ripartire e accelerare per disputare un campionato dignitoso”.
Riammissione in sovrannumero, l’unica via
Secondo il ds, qualora il ricorso avesse esito positivo, l’unica strada percorribile sarebbe la riammissione: “Credo che la riammissione in sovrannumero sia l’unica opzione tangibile, poiché escludere una squadra per far posto al Fasano mi sembra improbabile. Ci siamo affidati all’avvocato più importante d’Italia. Affidarsi allo studio Grassani, con Mattia in prima persona, significa che c’è qualche speranza di vincere il ricorso, e indubbiamente lui le speranze le fa crescere”.
Uno sfogo sulla situazione del calcio
Montervino ha espresso anche una certa amarezza riguardo all’attenzione attuale verso il Fasano: “Vedere oggi quanto la Procura, la Lega, la Covisod siano state attente alla situazione del Fasano, tenendo conto che la compagine societaria che stava acquistando, stava acquistando una società con una situazione debitoria incredibile, mi fa venire un dubbio: come mai adesso c’è così tanta attenzione nei confronti di una compagine che sta cercando di salvare i disastri che hanno fatto altri l’anno scorso? Ma l’anno scorso dove erano? Due anni fa dove erano? Quando il Fasano faceva quasi un milione e mezzo di debiti, tutti quegli organi di controllo dove erano?”. Ha poi aggiunto: “Allora la verità è che in Italia oggi o si fa attenzione realmente a quello che combinano tante compagini societarie oppure secondo me il calcio dilettantistico è destinato a morire. O meglio, a parte qualche imprenditore che veramente ancora lo fa per passione e ci rimette dei soldi, è già morto. A me fa male perché Fasano è una città che meriterebbe almeno di stare in Serie D. Io poi tra l’altro nasco calcisticamente nel ’94 a Fasano, quindi magari il mio pensiero è anche rivolto alla gente, al quale sono particolarmente legato. È la prima volta che mi accade di far parte di una compagine societaria che al 3 settembre ancora non sa se parteciperà o meno al campionato di Serie D”.
Costruire una squadra con budget ridotto
In caso di esito positivo del ricorso, Montervino si troverebbe di fronte alla sfida di costruire la squadra con risorse limitate: “Nel momento in cui il Fasano dovesse vincere il ricorso, credo che il budget iniziale sarà diminuito ancora di più perché si sono dovute sostenere delle spese anche per il ricorso. Indubbiamente non potrò permettermi giocatori che hanno uno stipendio importante, quindi dovrò fare di necessità virtù. Dovrò pensare anche a ragazzi giovani, dovrò fare una squadra completamente nuova. Questa situazione non mi spaventa, anzi queste sono sfide che mi piacciono. Vorrà dire che prenderemo in seria considerazione la possibilità di far giocare tanti under nella stessa partita”