Ci sono esordi, e poi ci sono i debutti da sogno. Quelli che sanno di liberazione, di riscatto, di un punto a capo dopo aver letto troppe pagine difficili. Matteo Motti, attaccante toscano dal mancino letale, ha scelto la maglia arancione della Pistoiese per ricominciare a fare la voce grossa. E non poteva presentarsi in modo migliore.
Nel 2-0 con cui l’Olandesina ha liquidato la pratica Solbiatese, c’è la firma indelebile del bomber. Un gol che pesa come un macigno, ma soprattutto una prestazione a tutto tondo che ha letteralmente stregato il pubblico di casa. Quando all’80’ la lavagnetta luminosa ha segnalato il suo cambio, dalle tribune del “Melani” si è levato un applauso scrosciante, sincero, tributato a chi in campo ha sputato sangue.
Le parole dell’allenatore
A certificare l’impatto devastante di Motti non è stato solo il tabellino, ma anche le parole al miele del suo allenatore. Mister Bisoli, tecnico emiliano che di calcio e di battaglie se ne intende, nel post-gara gli ha cucito addosso i gradi del leader silenzioso: “Si spende nel lavoro sporco, rincorre ogni singolo avversario e ci dà un contributo vitale in entrambe le fasi”, ha dichiarato in sala stampa. Poi, la vera e propria incoronazione: “Il gol è solo il giusto premio per una prova gigantesca. Matteo è esattamente quel tipo di calciatore con cui, alla fine, si vincono i campionati”.
Un passato difficile
Parole che suonano come una sinfonia per Motti, reduce da una stagione, quella 2025/2026, che definirsi “maledetta” sarebbe un eufemismo. L’approdo al Ravenna in Serie C doveva essere la sua consacrazione, ma si è trasformato in un calvario fisico. Prima la pubalgia, subentrata nell’ottobre 2025 a minare le sue certezze atletiche; poi, come se non bastasse, a metà gennaio una violenta botta al coccige si è trasformata in frattura, costringendolo a due mesi di stop assoluto. Un’annata frammentata, vissuta più in infermeria che in campo, chiusa con un bottino di 5 reti. Troppo poche per uno con il suo fiuto del gol.
La stagione dei record
Per ritrovare il vero Motti, bisogna riavvolgere il nastro alla straordinaria stagione 2024/25. Dopo un solido triennio formativo al Poggibonsi, l’attaccante era esploso definitivamente al Tau Altopascio. Sotto l’attenta guida di mister Venturi, Motti aveva vissuto un’annata da dominatore assoluto: 20 gol totali (di cui 19 in 33 gare di campionato) conditi da 6 assist. Numeri da capocannoniere spietato, che lo avevano di diritto inserito nell’élite dei migliori attaccanti d’Italia in Serie D, attirando inevitabilmente le sirene dei professionisti.
Ora, la parentesi sfortunata in Romagna è definitivamente chiusa in un cassetto. A Pistoia, Matteo Motti ha ritrovato la salute, la fiducia di un allenatore che lo stima profondamente e l’abbraccio di una piazza calda. Il gol alla Solbiatese è un messaggio chiaro a tutto il campionato: il bomber toscano è tornato, e ha una gran fame di vittorie.