Un grave lutto ha colpito il calcio dilettantistico laziale: Fabrizio Galasso, 49 anni, secondo allenatore della Viterbese, è stato trovato senza vita nella mattinata di sabato 23 settembre. Il decesso è avvenuto in una struttura ricettiva nel centro storico di Viterbo, dove alloggiava.
A dare l’allarme sarebbe stato un collega e amico che condivideva l’alloggio con Galasso. Nonostante il rapido intervento dei sanitari e i tentativi di rianimazione, non c’è stato nulla da fare. Le prime ipotesi indicano un malore improvviso, forse un infarto, sopraggiunto durante la notte tra il 22 e il 23 settembre. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, la moglie di Galasso, il presidente della Viterbese Piero Camilli, oltre a parte dello staff e della squadra.
La notizia ha sconvolto l’ambiente gialloblù. La società ha espresso il proprio “profondo dolore e immenso sgomento”, definendo la scomparsa “terribile e improvvisa”. Il presidente Camilli, a nome di tutta la famiglia Camilli, della società, dello staff e dei calciatori, si è stretto “con affetto e commozione attorno alla famiglia di Fabrizio e ai suoi cari”.
Originario di Roma, Fabrizio Galasso lascia la moglie e un figlio di 9 anni. Oltre al suo ruolo alla Viterbese, era una figura conosciuta nel calcio laziale, avendo ricoperto in passato ruoli di allenatore in seconda per il Trastevere e la Roma calcio femminile, oltre a essere stato viceallenatore e match analyst della Ssd Res Roma VIII.