Pareggio amaro per la Varesina sul campo del Sant’Angelo. La sfida valida per la seconda giornata del Girone D di Serie D si è conclusa sull’1-1, con le Fenici che hanno visto sfumare la vittoria a pochi minuti dal fischio finale. A sbloccare il risultato è stato Opoola, entrato dalla panchina, ma il vantaggio è stato vanificato da un’autorete di Bolis.
Nonostante il pareggio, la Varesina conferma il buon avvio di stagione, rimanendo una delle poche squadre imbattute del girone. I ragazzi di mister Angellotti salgono così a quattro punti in classifica, gli stessi della Casatese Merate, e guardano con fiducia alla prossima trasferta contro la Correggese.
Nel primo tempo, la Varesina si era resa pericolosa in avvio con Bianchetti, fermato dal portiere Leoni. La squadra di casa ha risposto con un corner insidioso, mentre Profeta ha dovuto compiere due interventi decisivi sui tentativi di Maltoni e Pavesi prima dell’intervallo, che ha visto le squadre tornare negli spogliatoi sullo 0-0.
La ripresa è iniziata con un cambio tra i pali per la Varesina, con Ferretti che ha sostituito Profeta. La partita ha faticato a decollare, con un gioco frammentato e poche occasioni da rete. La svolta è arrivata al 28’ della ripresa quando, grazie a un’azione avviata da Busto, Opoola è riuscito a superare la difesa del Sant’Angelo e a portare in vantaggio la sua squadra. La gioia del vantaggio, però, è durata poco: al 39’ Bolis, nel tentativo di anticipare un avversario, ha deviato la palla nella propria porta, fissando il risultato sull’1-1.
Il tabellino della gara vede il Sant’Angelo schierato con un 3-4-2-1 con Leoni in porta, difesa composta da Premoli, Nechita e Rigo. A centrocampo Bernardini, Daqone, Guerrini e Pizzi, con Pavesi e Cominetti a supporto di Maltoni. La Varesina ha risposto con un 4-3-3 guidato da Profeta tra i pali, difesa con Ornaghi, Tomas, Ferrante e Bolis. Centrocampo a tre con Pedone, Maspero e Polenghi, mentre il tridente offensivo era composto da Bianchetti, Manicone e Banfi. L’arbitro dell’incontro è stato Marco Antonuccio di Roma1.