Il nuovo Direttore Generale del Trapani, Graziano Strano, ha esordito con parole di gratitudine verso il presidente Valerio Antonini, sottolineando l’importanza del suo impegno per il club e la città. Nonostante le recenti contestazioni, Strano ha espresso fiducia nel progetto e nella passione del presidente, affermando: “Ci tengo a ringraziare Valerio Antonini, sono qui per lui: un imprenditore che tutti vorrebbero nelle loro piazze. Sono orgoglioso di far parte del Trapani Calcio, purtroppo stiamo subendo la diatriba tra la città e il presidente ma ciò che ha fatto per questi colori non si può dimenticare“.
Strano ha difeso con forza la figura di Antonini, evidenziando i suoi investimenti nel calcio, inclusa la partecipazione alla Champions League, e ha definito “un’ossessione negativa” l’atteggiamento critico nei suoi confronti. Il DG ha rivelato che diverse piazze hanno cercato di convincere Antonini a trasferirsi altrove, ma il presidente ha scelto di restare a Trapani per la sua famiglia e per il progetto intrapreso con passione. L’arrivo di Campolo e Basso è visto come un segnale della volontà di invertire la rotta.
La decisione di tornare ad allenarsi a Mokarta, nonostante i disagi logistici, testimonia la determinazione del club a giocare a Trapani. “Il club si chiama Trapani e deve giocare a Trapani, non esistono alibi“, ha dichiarato Strano, sottolineando la necessità di professionalità e senso di appartenenza da parte di tutti.
Nonostante una stagione iniziata in salita, con una penalizzazione e tre sconfitte consecutive, Strano ha confermato la fiducia nell’allenatore Salvatore Aronica. “Nel calcio contano i risultati. Longo prima di Picerno era messo in discussione a Catania e adesso gode di considerazione diversa. Le vittorie aiuteranno anche Sasà, vogliamo fare qualcosa di importante, la penalizzazione è una spada di Damocle e dobbiamo essere bravi da subito a fare più punti possibili“, ha affermato il DG.
Il Direttore Generale ha inoltre elogiato la costruzione della squadra, pur riconoscendo l’influenza degli episodi e degli infortuni degli attaccanti. Ha concluso con un appello accorato ai tifosi: “Faccio un appello a contestatori e non: il Trapani è dei Trapanesi. Uniamoci tutti, diamo dimostrazione di maturità e seppelliamo le asce di guerra. Noi rappresentiamo la città, indipendentemente da tutto, il mio è un appello da uomo e non da dirigente, abbiamo bisogno di tutti“. Ha invitato chi non volesse sostenere la squadra a lasciare spazio agli altri, promettendo massimo impegno fino alla fine.