Dopo una stagione ricca di emozioni, culminata con un finale al cardiopalma, il direttore sportivo del Catanzaro, Ciro Polito, ha offerto una lucida disamina del cammino dei giallorossi, delineando le strategie per consolidare i risultati ottenuti.
Il dirigente ha prontamente evidenziato l’importanza della proprietà, riconoscendo nella passione e nell’investimento economico le fondamenta della crescita del club, pur sottolineando l’esigenza di ulteriori sviluppi.
«La mia proprietà è fisica, fa i sacrifici. Non è un fondo. Ma qualcosa bisogna fare», ha dichiarato Polito ai microfoni di Tmw, ribadendo l’intenzione di rafforzare la posizione della società.
Il direttore sportivo ha successivamente rievocato i momenti salienti di un’annata in cui la fiducia nelle proprie capacità si è progressivamente accresciuta, portando la squadra a un passo dalla Serie A.
«Quando arrivi ad una finale così, poi il livello bisogna alzarlo tutti. Da tre-quattro mesi avevo iniziato a pensare che potevamo andare in Serie A. Ai miei calciatori dicevo che se fossimo arrivati ai playoff poi avrei voluto vincerli. Ho sempre creduto che non avremmo fatto la comparsa», ha rivelato.
Il percorso nei playoff, in particolare, è rimasto vivido nella mente del dirigente per la determinazione esibita dalla squadra, capace di affrontare sfide di elevato spessore tecnico e agonistico.
«La squadra di domenica in domenica ha mostrato una crescita costante. Una volta approdati ai playoff, battuto l’Avellino le mie certezze erano aumentate», ha rammentato Polito, complimentandosi poi per la dimostrazione di maturità contro il Palermo.
«Al ritorno al Barbera i ragazzi erano soli contro un popolo e hanno reagito con grande carattere, ci hanno messo il cuore sapendo che sarebbe stata una partita difficile», ha proseguito, manifestando persistente dispiacere per l’epilogo della corsa contro il Monza.
«Mi chiedo: va bene che il Monza ha fatto più punti di noi, ma perché al primo turno ci sono i supplementari, e in finale non posso giocarmela trenta minuti in più?», ha interrogato il direttore sportivo.
Riguardo alle indiscrezioni sul suo futuro professionale, Polito ha optato per un atteggiamento ponderato, mantenendo il Catanzaro come fulcro dei suoi pensieri in attesa di un incontro chiarificatore con la dirigenza.
«Mi sono preso una settimana perché in queste situazioni bisogna essere lucidi. Se arrivasse una Serie A chi potrebbe negarsela? Ci sono state tante chiacchiere. Oggi il mio pensiero però è rivolto al Catanzaro. La prossima settimana mi confronterò con il presidente», ha spiegato.
In vista del mercato, l’intento espresso è quello di mantenere intatto il cuore della squadra per affrontare la prossima annata con robustezza.
«Sappiamo che bisogna blindare i big. Quindi Pigliacelli, Pontisso, Petriccione, Pittarello e così via. Perché arrivando lì, il mercato chiama», ha puntualizzato Polito, rivolgendo poi elogi a un talento puro come Liberali.
«Non c’entra niente con la Serie B. Va tutelato. Il calcio italiano ha bisogno di calciatori come lui», ha terminato, spostando infine l’attenzione sulla direzione tecnica della formazione.
«È un allenatore top, con un po’ di coraggio nei panni di una grande squadra gli affiderei qualsiasi panchina», ha affermato riferendosi ad Aquilani, concludendo: «In Serie B la sua priorità è il Catanzaro. Sono convinto che ci penserà bene prima di prendere una decisione. Se gli apprezzamenti ricevuti si concretizzassero sarebbe giusto fare il salto. Ma con lui potremmo ripartire forte».