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Serie C: possibile passaggio al dilettantismo, FIGC valuta ipotesi

La FIGC sta valutando una riorganizzazione del sistema calcistico italiano. Tra le ipotesi, il possibile passaggio della Serie C al dilettantismo per garantire maggiore sostenibilità economica ai club.
Serie C: possibile passaggio al dilettantismo, FIGC valuta ipotesi Serie C: possibile passaggio al dilettantismo, FIGC valuta ipotesi

Il futuro del calcio italiano attraversa una fase di profonda trasformazione, delineata durante uno degli ultimi vertici tenutosi a Roma presso la sede della FIGC. L’allora presidente Gabriele Gravina ha incontrato i rappresentanti delle varie componenti federali per dare seguito al percorso avviato a metà gennaio, svelando i pilastri di una riorganizzazione complessiva delle Norme Organizzative Interne della Federazione (NOIF) finalizzata a garantire una maggiore tenuta del sistema.

Uno dei punti cardine della proposta riguarda la sostenibilità economica dei club, da perseguire attraverso una drastica revisione dei meccanismi di interscambio tra le diverse categorie. L’idea messa sul tavolo prevede infatti una riduzione del numero di promozioni e retrocessioni a ogni livello, con l’obiettivo dichiarato di diminuire la pressione finanziaria sulle società e stabilizzare i campionati, eliminando progressivamente la pratica dei ripescaggi e delle riammissioni.

In quest’ottica di contenimento dei costi, la Federazione ha presentato un’analisi dettagliata sui possibili vantaggi fiscali derivanti da un eventuale passaggio della terza serie dal settore professionistico a quello dilettantistico. Tale manovra, se attuata secondo le normative attuali, permetterebbe un notevole risparmio previdenziale per le società coinvolte, segnando una svolta storica nella gerarchia del calcio nazionale.

Parallelamente alla gestione finanziaria, il piano di riforma tocca da vicino anche l’aspetto tecnico e lo sviluppo dei giovani talenti. Dopo aver analizzato i progetti di integrazione tra i vari settori federali, Gravina ha annunciato l’intenzione di istituire a breve la figura del direttore tecnico del calcio giovanile. Si tratterebbe di un ruolo centrale, già presente con successo in diverse realtà europee, per coordinare l’intero movimento di base.

Un capitolo di fondamentale importanza è stato poi dedicato al mondo arbitrale, attualmente al centro di numerose criticità che richiedono interventi strutturali immediati. La proposta della presidenza federale punta a una vera e propria metamorfosi dell’AIA, che passerebbe attraverso la creazione di una società indipendente, interamente controllata dalla FIGC, dedicata esclusivamente al professionismo degli arbitri di vertice.

Questa riforma dell’area arbitrale prevede inoltre una netta distinzione tra le funzioni di gestione politica e quelle puramente tecniche, oltre a una revisione dei sistemi elettorali interni. Il piano mira a una maggiore efficienza operativa e a un rigido controllo dei costi, cercando di modernizzare una struttura che, secondo i vertici federali, necessita oggi di un modello di governance più snello e trasparente per rispondere alle sfide del calcio moderno.

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