“Nelle ultime 24 ore ho subito minacce di ogni genere – ha dichiarato Ivan Ghilardi, ex presidente del Fasano – riguardo me, la mia famiglia e persone a me vicine“. L’ex patron ha spiegato che alla base del suo addio vi sarebbe l’ostruzionismo da parte degli altri soci, il quale ha impedito a Ghilardi di acquisire le loro quote societarie.
Durante l’incontro con la stampa, Ivan Ghilardi ha ripercorso le sue azioni all’interno del Fasano, dal risanamento dei debiti al lavoro svolto per il futuro del club, definendo il suo addio come agrodolce ma confermando la sua disponibilità ad assistere la società.
“Ringrazio tutti coloro che hanno supportato il mio progetto – ha proseguito Ghilardi – inclusi gli sponsor che hanno creduto nel valore umano, progettuale e imprenditoriale di questo percorso. Al nostro arrivo nel febbraio 2025, la società aveva quattro stipendi arretrati per i calciatori per circa 300mila euro, un debito di 250mila euro con l’Agenzia delle Entrate e circa 150mila euro con i fornitori. Abbiamo fatto il possibile per proseguire e iscrivere la squadra al campionato precedente. Ci sono voluti passione, risorse economiche e coraggio, perché oggi fare calcio richiede coraggio“.
La divergenza principale è emersa nel corso della conferenza: “La mia quota era del 20% per una questione burocratica. Al momento del mio ingresso nel Fasano Calcio, la legge imponeva a tutti i soci la stessa percentuale. Con il passaggio da ASD a SSD, società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata, i soci potevano cedere le quote. Il 22 febbraio 2025, nella lettera d’intenti firmata da tutti noi soci, si prevedeva un closing a giugno 2025 per il passaggio delle quote, con l’obiettivo che io raggiungessi il 70%. È trascorso un anno, abbiamo affrontato innumerevoli problemi, ma da allora non è stato fatto più nulla“.
Ghilardi si è poi rivolto ai sostenitori del Fasano: “Chiedo scusa al popolo fasanese, che considero una famiglia. Le mie scuse sono legate alla precedente conferenza stampa in cui avrei dovuto annunciare la mia cessione, ma non l’ho fatto. Ho commesso un errore, ho temporeggiato perché, contrariamente a quanto si dice, ovvero che io non avessi a cuore la squadra e stessi fuggendo da Fasano, ho dedicato molto impegno al club. Ho investito 1.300.000 euro, consentendo al Fasano di disputare un campionato senza precedenti, rimanendo in corsa fino alla fine. Certamente ci sono stati degli errori, abbiamo superato il budget previsto, ma siamo comunque arrivati a giocarci un campionato molto difficile. Mi è stato contestato di non aver mantenuto le promesse, ma io ho promesso impegno sul campo e fuori, e non si può negare che questo impegno sia stato dimostrato“.
Riguardo alla cessione delle sue quote: “Sono pronto a recarmi dal notaio anche domani mattina alle 9 per firmare il passaggio delle quote e offrire un supporto economico. Questo è il mio ultimo gesto d’amore verso questa società e la città. Non si dica che me ne sono andato a mani vuote, perché non ho nulla con me. Faccio un passo indietro dal punto di vista imprenditoriale perché non potrei più operare come desidero, ma sono disponibile ad aiutare per l’iscrizione al prossimo campionato. Come ho salvato il Fasano un anno e mezzo fa, posso contribuire anche oggi. Ho la necessità di fare un passo indietro, assumendomi le responsabilità, offrendo il mio aiuto per l’iscrizione al prossimo campionato, e chiedo anche agli sponsor di supportare i futuri soci“.