A tre giorni dalla pesante sconfitta subita sul campo del Seravezza, l’allenatore della Lucchese, Marco Bernardini, è intervenuto in conferenza stampa per analizzare il momento critico della squadra. Il tecnico si è assunto la piena responsabilità del pesante 5-0, attribuendo la sconfitta a un atteggiamento mentale errato piuttosto che a problemi tattici.
«La sconfitta fa malissimo soprattutto per il modo in cui è maturata», ha dichiarato Bernardini in sala stampa al Porta Elisa. «Non si mette in discussione un percorso per una sconfitta che è frutto di un atteggiamento mentale non di sistema di gioco. Abbiamo perso serenità, ed è prima di tutto colpa mia. Dobbiamo lavorare su questo, non sul sistema di gioco». Il tecnico ha inoltre riconosciuto i meriti del Seravezza e del suo allenatore, definendolo «più bravo di me».
Bernardini ha poi difeso le scelte relative alla gestione dei giovani fuoriquota, spiegando la complessità del progetto tattico. «La risposta è scontata, Vespier è la foto della situazione generale: se si intraprende un certo tipo di percorso si deve avere la consapevolezza di voler andare avanti. È una mia scelta scegliere un portiere del 2008. Stiamo provando un calcio che prevede tante responsabilità, e fanno fatica anche i giocatori grandi», ha affermato.
Riguardo a possibili rivoluzioni nell’undici titolare per la prossima gara contro il Progresso, Bernardini ha chiarito che eventuali cambi non saranno dovuti alla sconfitta di Seravezza, ma saranno funzionali all’avversario. «La formazione sarà funzionale al nostro avversario», ha sottolineato.
Il tecnico si aspetta una reazione d’orgoglio dalla sua giovane squadra: «Squadra giovane con entusiasmo, dovremo essere bravi a dominare la partita non da un punto di vista tattico o tecnico ma mentale, decidere noi dove portare la partita e questo mi aspetto: più ancora del risultato. Sono convinto che chiunque andrà in campo, mangerà la partita».
Infine, Bernardini ha aggiornato sulla situazione degli indisponibili: «Ha risolto i problemi ma è diventato papà, a cui mando un abbraccio pubblico, e mancherà per questo, Berardi meno grave di quello che pareva, ma non ci sarà per un po’».