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Paganese, Novelli: “Si deve giocare di sera, non aspettare che qualcuno crolli”

Dopo la vittoria della Paganese sull’Unipomezia per 2-1, il tecnico Raffaele Novelli ha analizzato la prestazione e sollevato il tema del caldo: “Si deve giocare di sera, non aspettare che qualcuno crolli.”
Paganese, Novelli: "Si deve giocare di sera, non aspettare che qualcuno crolli" Paganese, Novelli: "Si deve giocare di sera, non aspettare che qualcuno crolli"

Al termine della gara d’apertura nel Girone G di Serie D, che ha visto la Paganese imporsi per 2-1 sull’Unipomezia, il tecnico degli azzurrostellati, Raffaele Novelli, ha condiviso le sue riflessioni in conferenza stampa. Ha analizzato la prestazione dei suoi giocatori e sollevato questioni riguardo alle condizioni climatiche estive.

«Dal punto di vista dell’interpretazione della partita, la squadra ha mostrato buone cose in entrambe le fasi. Ovviamente, con questo caldo, mantenere l’intensità per quasi 97 minuti è estremamente difficile, ma dobbiamo raggiungere questo obiettivo. Sappiamo bene che quando riusciamo a mettere in pratica certe idee, riusciamo a penetrare in area con più uomini e a concretizzare. A volte, agendo d’istinto o in modo inappropriato, ci complichiamo la vita, ma siamo solo all’inizio del campionato e serve tempo per crescere».

Novelli ha poi elogiato l’avversario: «Abbiamo affrontato un ottimo avversario, una squadra che pressa uomo contro uomo e che, se non si muove la palla rapidamente come abbiamo fatto nella prima parte, ti impedisce di giocare. Siamo stati abili nello sfruttare spazi importanti e a segnare, tuttavia siamo consapevoli che le numerose occasioni create vanno finalizzate, altrimenti si rischia di subire gol e complicarsi la vita fino al fischio finale. Per quanto riguarda i subentrati, li ho visti bene: D’Incoronato ha attaccato la profondità con determinazione, mentre Lagzir necessita di ritrovare gradualmente la condizione ottimale. Abbiamo un giocatore dalle caratteristiche decisive come Bonfiglio, ma stiamo attendendo che recuperi la sua migliore forma dopo un infortunio che gli ha fatto saltare il ritiro».

Il tecnico ha aggiunto: «Non ho riscontrato particolari difficoltà, se non forse nella finalizzazione, dato che abbiamo avuto quattro o cinque chiare palle gol, arrivando in superiorità numerica o a tu per tu col portiere in diverse occasioni. Richiede tempo mantenere l’attenzione, la concentrazione, l’intensità e la fase di non possesso. Ci sono momenti in cui, dopo corse prolungate, non si è in grado di aggredire alto; si creano situazioni intermedie che concedono qualche spazio in più. Tuttavia, questo è un fattore di crescita ed è meglio che queste problematiche emergano ora per poterle correggere. L’unica via che conosco è lavorare sul campo per creare le condizioni di andare in gol».

«Quando perdiamo l’ordine e la testa si distrae, subentra l’istinto, che per noi diventa un ostacolo. Non sono d’accordo sull’idea di aver sottovalutato gli avversari; non c’è stata presunzione. Semplicemente, quando si creano tante occasioni e non si chiude la partita, subentra inconsciamente un po’ di sconforto. Dobbiamo però capire che la strada è continuare a non mollare, a non abbattersi mentalmente e lavorare per segnare il terzo gol».

Sulla questione del caldo, Novelli è stato perentorio: «Per me si dovrebbe giocare di sera. Non è una giustificazione per noi, dato che il caldo colpisce anche l’avversario, ma è una questione di tutela della salute. Se a livello nazionale sono stati emessi comunicati che limitano il lavoro in determinate fasce orarie per proteggere la salute, pensiamo a chi è sottoposto a sforzi continui a queste temperature. È necessario giocare di sera in tutte le categorie. La prevenzione deve essere questa: non dobbiamo aspettare che qualcuno crolli per il caldo prima di prendere provvedimenti».

Riguardo al mercato, ha affermato: «Dobbiamo dimostrare nel tempo se il mercato e i rinforzi sono stati azzeccati; la continuità ci dirà se siamo sulla strada giusta e se le caratteristiche scelte dal direttore sono adeguate. Essere qui per cento anni a Pagani dovrebbe essere un motivo di orgoglio per tutti noi. Celebrare una storia fatta di chi ci ha preceduto, presidenti che hanno investito aziende e famiglie per portare avanti questo patrimonio calcistico, calciatori e giornalisti. Noi che raccogliamo questo percorso non possiamo mai essere stanchi, senza fame o ambizione, perché dobbiamo custodire e difendere questa storia, cercando di essere uomini e calciatori seri».

Infine, ha spiegato la filosofia di mercato: «Siamo partiti dall’idea di mantenere il più possibile il blocco della stagione precedente per favorire la crescita e la conoscenza reciproca con la società. Successivamente, abbiamo selezionato giocatori basandoci sulle loro caratteristiche e sul lato umano, integrando elementi con maggiore esperienza e giovani con un’altra dinamica. Una cosa è chiara: nessuno di noi, da solo, può cambiare la partita; è il collettivo che deve funzionare, con ognuno al servizio dell’altro. Se saremo bravi a capirlo in entrambe le fasi di gioco, ridurremo gradualmente tutte le difficoltà».

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