Un momento di profondo rispetto ha segnato il legame con la maglia neroverde. Marco Criaco, giocatore del Pordenone fin dalle giovanili e recentemente tornato per contribuire alla risalita della squadra, ha restituito la fascia da capitano a Salvatore Burrai, appena giunto in squadra dopo aver annunciato il suo addio al calcio giocato.
Il percorso calcistico del giocatore calabrese rende questo gesto ancora più toccante, dato che l’ex calciatore del Cosenza ha mosso i primi passi proprio tra le fila dei ramarri. Di fronte a una figura storica del club, Criaco non ha esitato a cedere il comando dello spogliatoio a Burrai, con l’obiettivo comune di riportare la squadra in Serie D.
Burrai aveva infatti deciso di ritirarsi, ma la chiamata del Pordenone lo ha convinto a riconsiderare la sua decisione. Una scelta dettata dall’affetto per il club, con il quale aveva persino coltivato il sogno della Serie A. Attualmente la squadra milita in Eccellenza, ma il senso di appartenenza trascende la categoria e si manifesta nella determinazione di chi lotta per un futuro migliore.
Gesti come questo ridanno al calcio la sua vera essenza, mettendo da parte la competizione e l’individualismo per valorizzare i principi fondamentali dello sport: il rispetto reciproco, l’amicizia e il perseguimento di obiettivi condivisi.
A Pordenone si respira aria di ambizione, alimentata dalla presenza di due figure di spicco come Criaco e Burrai, capitani designati per guidare la squadra verso traguardi più prestigiosi. Sarà un percorso che richiederà impegno e sacrificio, ma l’attaccamento alla maglia, il sudore e la dedizione non mancheranno. Resta da vedere chi si occuperà dei calci piazzati: entrambi i giocatori sono noti per la loro abilità, e questo potrebbe essere l’unico punto di discussione.