La Pro Patria ha voltato pagina e sta scrivendo un nuovo capitolo della sua storia, ripartendo dalle fondamenta dopo la retrocessione della scorsa stagione. La nuova società, guidata dalla presidenza dell’avvocato Rosanna Zema e con Estrella al 51%, ha affidato la guida tecnica a Mauro Zironelli. L’allenatore, noto per la sua filosofia basata sul lavoro quotidiano e sulla crescita del gruppo, ha saputo creare un ambiente positivo che sta portando i suoi frutti.
Il cammino della Pro Patria in questo avvio di stagione è stato impeccabile: quattro vittorie su quattro in campionato, per un totale di dodici punti nel Girone D di Serie D, a cui si aggiungono i due turni superati in Coppa Italia. Un inizio che alimenta l’ambizione di lottare per le posizioni di vertice e sognare il professionismo, ma la società e lo staff tecnico mantengono i piedi per terra.
Zironelli sta trasmettendo ai suoi giocatori la mentalità giusta, fatta di allenamenti intensi, sacrificio e attenzione ai dettagli. L’obiettivo è costruire una squadra compatta, con giocatori che si sentano protagonisti e pronti a dare il massimo per il collettivo. Questa filosofia si riflette nella rosa, dove ogni elemento, dai portieri come Bajrami e Lorenzo Maddalon, ai difensori guidati dal capitano Benedetti, passando per i centrocampisti come Gianola e Biagio Morrone, fino agli attaccanti, è chiamato a contribuire al progetto.
In attacco, elementi come Forchignone, Siega, Baraye, Nanni e Barranco stanno mostrando diverse soluzioni e la capacità di incidere. L’episodio del rigore calciato da Maistrello a Pontedera, ancora a freddo, dimostra la voglia di prendersi responsabilità e mettersi a disposizione della squadra. Questa coralità d’intenti, unita alle diverse caratteristiche di ogni singolo giocatore, permette a Zironelli di avere un reparto offensivo versatile e pronto a rispondere alle esigenze della stagione.
La Pro Patria si sta costruendo giorno dopo giorno, partendo da una pagina bianca. I numeri attuali sono incoraggianti, ma la consapevolezza è che la strada è ancora lunga. Il sogno del professionismo è presente, ma la priorità resta quella di guardare avanti, una partita alla volta, un passo alla volta, scrivendo una nuova, entusiasmante pagina della propria storia.