Il tecnico del Gravina, Giovanni Ignoffo, ha tracciato un bilancio della prima parte di stagione, definendolo positivo nonostante le aree di miglioramento emerse. In un intervento alla trasmissione LuNeDì Puglia su Antenna Sud, Ignoffo ha evidenziato la crescita della squadra e la mole di occasioni create, pur ammettendo difficoltà nella concretizzazione e nella gestione di alcune partite.
“Il bilancio della prima parte di stagione rimane positivo, perché gli obiettivi erano quelli condivisi con la società“, ha dichiarato l’allenatore, sottolineando come le indicazioni raccolte siano state utili per le valutazioni con la dirigenza. Nonostante le risposte incoraggianti, Ignoffo ha ammesso: “Abbiamo però ancora tanto da migliorare, perché nelle ultime uscite avremmo potuto raccogliere di più“. Il problema principale risiede nell’aspetto prestazionale, con la squadra capace di esprimere un buon gioco e creare numerose opportunità, ma che fatica a finalizzare.
La rosa ha inoltre risentito di alcune assenze importanti, che hanno limitato il potenziale della squadra. “Ci saranno dei movimenti di rosa e speriamo di avere tutti a disposizione il prima possibile, per capire fin dove possiamo arrivare“, ha aggiunto Ignoffo, in attesa di poter contare sull’intero organico per valutare appieno le ambizioni stagionali.
L’allenatore ha poi toccato il tema del mercato, considerato una fonte di distrazione per i giocatori. “Mantenere il mercato aperto, purtroppo, significa anche dire al giocatore di farsi due partite in tribuna per poi trovare una soluzione diversa. E questo non va bene“, ha commentato, criticando un sistema che non favorisce la crescita dei giovani, i quali, di fronte alle prime difficoltà, tendono a cercare subito una nuova sistemazione anziché affrontarle.
Riguardo alle differenze tra i gironi di Serie D, Ignoffo ha notato come nel girone I vi siano squadre meno attrezzate rispetto ad altre che, pur occupando posizioni basse, vantano giocatori di categoria. Ha paragonato il girone H al girone F per la presenza di realtà con un seguito importante, strutture adeguate e appassionati. Tuttavia, ha ribadito la sua convinzione che “il calcio sia uguale in tutte le categorie e in tutti i gironi“, purché si acquisiscano le giuste conoscenze del contesto.
Infine, Ignoffo ha criticato l’eccessiva tendenza a etichettare i calciatori nel calcio italiano, definendola una delle cause del regresso del movimento negli ultimi dieci anni. “Mettere un’etichetta a un giocatore è come andare appresso alla moda. Oggi, secondo me, il calcio italiano è in regresso proprio per questo motivo“, ha affermato, sostenendo la necessità di avere il coraggio di puntare su determinati profili indipendentemente dalle categorie di provenienza.
Analizzando le ultime partite, il tecnico ha spiegato che i pareggi maturati sono frutto di situazioni di gioco diverse e non di un calo mentale. Ha citato la partita di Nardò, giocata in inferiorità numerica, quella contro il Francavilla, dove la squadra è stata raggiunta su calcio piazzato, e il pareggio casalingo contro il Real Forio, causato da errori in fase di rifinitura, come esempi di episodi distinti, nonostante i numeri possano suggerire un trend negativo.