L’avventura di Giancarlo Travagin alla presidenza dell’Enna si conclude con un addio amaro. L’imprenditore lombardo lascia la guida del club siciliano dopo una gestione segnata da difficoltà burocratiche, sfratti e pignoramenti ereditati dalle gestioni passate, che hanno costretto la squadra a giocare le partite casalinghe a Niscemi.
Travagin, visibilmente deluso, ha espresso la sua volontà di chiudere questa esperienza con un comunicato, in cui non mancano i ringraziamenti ma anche una frecciata diretta al sindaco della città. «Ora tutti liberi», ha dichiarato Travagin, sottolineando la conclusione di un periodo difficile.
Il presidente uscente ha voluto ringraziare «tutte le persone che sono state vicine all’Enna Calcio e a tutti coloro che mi sono stati vicini: Domenico Panico, mister Cimino, tutti i giocatori, lo staff, i preparatori. In particolare i professionisti che hanno lavorato al mio fianco per superare tutte le difficoltà burocratiche».
«Lascio Enna a testa alta», ha proseguito Travagin, «con la soddisfazione di aver cercato di operare con le migliori intenzioni, con professionalità e con il cuore attaccato ai colori, al buon nome della città e della gente ennese. A quei tifosi che hanno creduto in me e a quelle persone che hanno capito tutto».
Non sono mancati gli auguri alla nuova dirigenza: «Auguro alla nuova dirigenza una buona continuazione del loro percorso e il successo del loro programma sportivo».
Il punto più critico del comunicato riguarda le parole rivolte al sindaco. Travagin ha espresso un unico rammarico: essere stato, a suo dire, «raggirato» dal primo cittadino. Il presidente uscente accusa il sindaco di non aver mantenuto la parola data e di aver gestito in modo fallimentare lo sport ennese, con «tutta la sua arroganza e spavalderia». L’ironia finale di Travagin sul sindaco che porterà il mare e un porto a Enna, città che si trova a quasi mille metri di altitudine, chiude il suo sfogo.
Dietro le quinte della cessione, secondo indiscrezioni, ci sarebbero ambienti vicini alla vecchia proprietà, con consulenti e commercialisti che hanno seguito il club dalla Prima Categoria fino alla Serie D. Questi professionisti, che avrebbero una profonda conoscenza dei bilanci e delle dinamiche societarie, sembrano essere tornati a tessere la tela nell’ombra dello stadio Montesalvo.