Il presidente della Nocerina, Alfonso Vicidomini, ha rotto il silenzio per commentare le attuali difficoltà societarie e sportive del club campano, reduce da 4 sconfitte consecutive in campionato. In una nota ufficiale, il massimo dirigente ha espresso la propria delusione e stanchezza per il periodo negativo, ammettendo responsabilità e denunciando attacchi personali.
Vicidomini ha dichiarato: “Un presidente è il primo responsabile di ciò che accade al suo club. Non mi sono mai nascosto dietro questa verità e non lo farò ora. Mi assumo la responsabilità dei risultati, delle scelte compiute, degli errori commessi, del tunnel e delle situazioni che, anche per mia responsabilità, hanno contribuito a condurci in questo momento difficile. Non cerco alibi e non intendo sottrarmi al giudizio. I risultati di campo, le scelte tecniche e il clima che si respira intorno alla squadra sono questioni sulle quali rispondo in prima persona.”
Il patron ha poi aggiunto un accorato sfogo: “Ma oggi voglio dire una cosa che finora ho tenuto per me: sono stanco. Non stanco della Nocerina, che amo come il primo giorno. Sono stanco di spendere le energie migliori per arginare il fango invece che per costruire. Un fango che, in questi mesi, è stato riversato non soltanto sulla mia persona, ma anche sui collaboratori più stretti, persone che ogni giorno dedicano tempo, energie e sacrifici alla causa rossonera.”
Vicidomini ha sottolineato come la critica professionale abbia lasciato spazio ad attacchi personali, superando un limite che ferisce l’intera comunità. “Ho sbagliato modo: il fango non si argina coprendolo, si toglie aprendo le finestre”, ha ammesso, mostrando la volontà di un confronto aperto.
Il presidente ha ribadito la sua dedizione alla causa, affermando che nessun legame, nemmeno quello di sangue, viene prima della Nocerina. Si è detto disponibile a qualsiasi confronto e soluzione, anche quella di “fare un passo di lato, se servirà a ritrovare unità, chiarezza e una direzione condivisa”. Ha concluso assicurando che quanto costruito in termini di organizzazione e progetto resta a disposizione del club e che non lascerà mai sola la squadra, con o senza di lui.