Una Ternana che rischia una causa da 70 milioni di euro se non realizzerà entro tre anni stadio e clinica. Questo il monito lanciato da Stefano Bandecchi, sindaco di Terni ed ex patron del club, che attacca la curatela fallimentare per presunte irregolarità nelle procedure relative all’asta dello stadio e alla cessione del ramo d’azienda del settore femminile.
Bandecchi ha puntato il dito contro le decisioni della curatela, sostenendo che non sia stato letto correttamente l’atto stipulato nel 2023. Secondo il primo cittadino, l’azione intrapresa dagli organi di gestione della procedura avrebbe profili penali gravi, configurandosi come truffa ed estorsione.
“La curatela fallimentare non si è letta l’atto stipulato nel 2023. Se si fossero letti l’atto, avrebbero capito che l’azione che stanno facendo adesso ha dei profili penali gravi”, ha dichiarato Bandecchi, spiegando che la cessione della Ternana Women a Guida non includeva il ramo femminile né la costruzione della clinica. “Guida voleva comprare una casa senza mobili, non con i mobili”, ha aggiunto.
Il sindaco ha poi avvertito la curatela: “Se non vuole essere denunciata per truffa, e poi se mi permettete per estorsione, credo che debba leggerlo questo articolo. Quindi quello che hanno fatto i curatori fallimentari, secondo me, è proprio fallimentare. O meglio, è una cosa alla quale se loro torneranno indietro, bene; se no seguiranno denunce penali”.
Al centro della controversia, l’iter autorizzativo per le infrastrutture sportive e sanitarie. Bandecchi ha sottolineato come i permessi siano ora in suo possesso, a differenza di quanto si pensava in passato: “C’è anche da dire che i curatori fallimentari hanno fatto questa cosa prima che gli arrivasse il permesso, perché convinti, come il vecchio patron Rizzo e come gran parte della città, che Bandecchi avesse torto. Siccome Bandecchi aveva ragione, oggi ci sono tutti i permessi”.