Dark Mode Light Mode

La Serie D merita la prima pagina, non perdertela!

Aggiungi SerieD.it alle tue fonti preferite su Google: un tocco, e i nostri articoli sui nove gironi salgono in cima alle tue ricerche.

★ Aggiungi a Google

Santegidiese, Eusepi: “Progetto importante, l’addio alla Samb non dipese da me”

L’attaccante Umberto Eusepi, classe 1989, ha firmato con la Santegidiese dopo aver risolto il contratto con la Sambenedettese. “Qui c’è un progetto importante”, ha dichiarato.
Santegidiese, Eusepi: "Progetto importante, l'addio alla Samb non dipese da me" Santegidiese, Eusepi: "Progetto importante, l'addio alla Samb non dipese da me"

La Santegidiese ha formalizzato l’ingaggio di Umberto Eusepi nella settimana precedente. L’attaccante, nato nel 1989, ha scelto di trasferirsi in Abruzzo dopo aver concluso il suo rapporto contrattuale con la Sambenedettese. Eusepi, un bomber di notevole esperienza maturata in Serie D, C e B, rappresenta senza dubbio uno dei rinforzi più significativi per la categoria. Dopo due stagioni con la Sambenedettese, che includono una promozione in Serie C (con 15 gol in 28 apparizioni) e una salvezza raggiunta grazie alle sue 8 reti in 36 partite, il giocatore scenderà di categoria. Eusepi ha condiviso le sue riflessioni sulla precedente esperienza e sulla nuova avventura professionale, rilasciando dichiarazioni a Super J.

“È stata una trattativa rapidissima. Credo che la decisione sia maturata in un solo giorno, dato che a giugno ho ricevuto numerose proposte quando è diventato noto il mio status di giocatore sul mercato a San Benedetto. Ero in vacanza in Egitto, ma al mio rientro ho avuto la conferma. Sia per la logistica che per la serietà dimostrata dalla società, ho avuto un colloquio con la Santegidiese, credo mercoledì o giovedì, e abbiamo subito trovato un accordo. Non considero un problema la discesa di categoria; qui c’è un progetto solido e una tifoseria che trasmette calore. Provengo da una realtà che vive esclusivamente di calcio, che mi ha dato moltissimo, e ho accettato questa nuova sfida”.

Riguardo alla sua scelta, Eusepi ha aggiunto: “Non sono più giovanissimo, ma ogni anno riesco a giocare con regolarità, grazie a Dio. Ho ancora molta energia e tanto da offrire, ma questa è una nuova sfida e sono abituato ad affrontarle. Ho fatto lo stesso alla Sambenedettese, che proveniva da una stagione di Serie D non particolarmente positiva; vincere il campionato con loro è stata un’esperienza indimenticabile. Non partiamo con le stesse ambizioni della Sambenedettese, ma con giovani di talento e giocatori meno giovani ma con maggiore anzianità nel club, che sono ottimi elementi, credo che potremo disputare una buona stagione”.

Analizzando il suo ruolo di leader e la sua esperienza, Eusepi ha commentato: “L’altro giorno ho parlato con un ragazzo del 2009; mio figlio è del 2014. Il mio compito è spronare gli altri a dare il massimo, essendo il primo a dare l’esempio, come ho sempre fatto. È un aspetto molto importante e impegnativo per me, perché i ritmi degli allenamenti sono elevati, specialmente in questo periodo, ma per ora tutto procede per il meglio”.

Sulla sua situazione personale e le ragioni per cui non è rimasto in Serie C, ha spiegato: “Diciamo che mia moglie gestisce le nostre vacanze estive. Quest’anno la scelta è caduta sull’Egitto, la vacanza annuale con i bambini la facciamo sempre. Circa due anni fa, quando mi trasferii a San Benedetto, le dissi: ‘Amore, questo è l’ultimo trasloco che facciamo, te lo prometto’. Così è stato, ed è per questo che non ho voluto spostarmi ulteriormente. Sicuramente c’erano piazze importanti, e in questo mercato c’erano squadre di rilievo anche in Serie C, ma avrei dovuto trasferirmi a 300-400 km di distanza. Loro non avrebbero potuto seguirmi e sarebbe stato complicato per me raggiungerli nei fine settimana”.

Riguardo alle motivazioni che hanno portato all’addio con la Sambenedettese e il suo legame con il club: Ciò che San Benedetto mi ha dato, altre piazze non sono riuscite a darmelo. L’addio? Non è dipeso da me. Dall’oggi al domani mi sono ritrovato, non dico fuori casa, ma mi sono state presentate delle argomentazioni che, a mio avviso, non erano corrette. I numeri, inoltre, parlano chiaramente a mio favore. Tuttavia, non ho creato problemi. Mi è dispiaciuto per la gente, ma l’affetto che ho ricevuto in queste due settimane è la mia più grande vittoria a San Benedetto. Ora ci sarà sicuramente un altro ragazzo al mio posto. Mi rammarica aver lasciato la squadra, perché lì ho creato legami di amicizia”.

L’esperienza al Mondiale Under 20 è stata un momento cruciale nella carriera di Umberto Eusepi. Inoltre, ha avuto modo di analizzare il Girone F, quello in cui milita la Santegidiese: “Il Mondiale Under 20 è un’esperienza unica nel settore giovanile. Essere selezionato tra i 22 giocatori che partecipano al Mondiale è qualcosa di straordinario. Rimpiango solo alcuni anni della mia gioventù, quando ero, diciamo, un po’ particolare. Dopo alcune difficoltà, ho iniziato a maturare, con un ritardo di due o tre anni. Forse avrei potuto raggiungere una categoria superiore, ma non mi lamento di nulla. Questo è un campionato estremamente difficile. Ci sono quattro o cinque squadre molto competitive per la vittoria: Teramo e L’Aquila su tutte. Quando si gioca a Giulianova, o anche a Novaresco, come ad Avezzano. Con loro, nell’anno della promozione, ho subito sconfitte sia all’andata che al ritorno, e loro erano penultimi”.

Nonostante sia un attaccante molto efficace, Eusepi non possiede un’esultanza distintiva come marchio di fabbrica, ad eccezione di un momento particolare: “No, non ho un’esultanza fissa. Tuttavia, la mia più grande soddisfazione è stata la rete numero 150 nei professionisti contro il Pontedera, l’ultima partita casalinga giocata con la Sambenedettese. Mio figlio era presente a bordo campo, quindi ho condiviso l’esultanza con lui. Quella è stata la vittoria più grande che potessi desiderare, ma dipende dal momento. Non ho un’esultanza particolare”.

Infine, un pensiero sulla rete più significativa per lui e sul suo futuro dopo il ritiro dall’attività agonistica: “Ritengo che il gol più importante che ho segnato, pur avendone fatti in B e C per vincere campionati, sia stato quello di tacco nella partita Sambenedettese-Chieti due anni fa. Credo che lo stadio sia esploso, non avevo mai sentito un boato simile. Me lo porterò sempre dentro. Ho persino realizzato una gigantografia a casa. Per quanto riguarda il futuro, intendo conseguire il patentino da direttore sportivo, poi vedremo. Non ci ho pensato molto, ma tra il ruolo di allenatore e quello di direttore sportivo, preferisco quest’ultimo”.

Seguici su Google

Aggiungi SerieD.it alle tue fonti preferite: troverai le notizie su tutti e nove i gironi in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Commenta l'articolo Commenta l'articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News precedente
Grassina-Lucchese: dove vedere il match di Coppa Italia Serie D

Dionisi: "Al Livorno ho dato tutto, la Lucchese è uno stimolo"

News successiva
Campodarsego, poker di reti nell'allenamento congiunto con l'Albignasego

Scafatese, poker ad Anzio: 4-1 il risultato finale nel test amichevole